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mercoledì, 17 ottobre 2018

Il cimbro Sigfrido stregato dalla luce della sua Lessinia

Corradi immortala un lampo che squarcia il cielo della Lessinia illuminandone i prati e uno dei suoi cippi in pietraLo scatto di malga Bagorno premiato al concorso internazionale (BATCH)

Vittorio Zambaldo Se la Lessinia e i suoi paesaggi escono dai limiti, a volte angusti, del localismo e dei social, il merito è anche di Sigfrido Corradi che con le sue fotografie porta l’altopiano nel mondo. Lo scorso luglio un’immagine panoramica di Malga Bagorno, fra Conca dei Parpari e San Giorgio (Last light on rocks, Ultima luce sulle rocce), ha ottenuto il secondo posto al concorso «Sunrise and Sunset» (Alba e tramonto). «Sono un fotografo appassionato, mi dedico al paesaggio montano in cui sono cresciuto e dove ho fatto i primi passi con la fotografia. La luce è l’obiettivo della mia ricerca fotografica come strumento per enfatizzare l’ambiente in cui vivo». È la presentazione di sé che Corradi ha scritto accanto alla foto premiata. «Sia l’inizio che la fine di ogni giorno nel nostro mondo fantastico forniscono la luce più magica, mistica e bella. Le ore dorate o la luce blu combinate con magnifici orizzonti o maestosi paesaggi possono mostrare alcune delle migliori immagini che un fotografo possa mai catturare», era il tema del concorso. A settembre, invece, un’ altra immagine dalla Lessinia «Only the stars live here» (Qui ci vivono solo le stelle), che è il titolo di una foto notturna che ritrae una casa in rovina a San Vitale di Roverè sotto un manto stellato, ha ottenuto la menzione d’onore classificandosi nelle prime dieci nel Deserted places photo contest, concorso fotografico sui «Luoghi deserti», organizzato dalla Alverton Gallery, nel Regno Unito. Cresciuto sui monti Lessini, figlio di cimbri convinti e battaglieri nella conservazione delle loro tradizioni, Sigfrido ha avuto nei dolci orizzonti dei profili dell’altopiano, il parco giochi della propria infanzia. «Il paesaggio naturale è stato lo sfondo della mia gioventù e la fotografia è arrivata come inevitabile risposta alla necessità di condividere lo spettacolo di quei luoghi», dice di sé, «tanto che il mio percorso di studi, centrato sull’informatica, è proseguito di pari passo con la fotografia digitale, permettendomi di approfondire al massimo come l’immagine si forma e come completarla dopo lo scatto». Il suo interesse nella fotografia, unito al desiderio di condividere quello che sa e apprende ogni giorno, è culminato con l’inizio di un percorso che lo vede da alcuni anni relatore per corsi di fotografia sia di livello base, sia dedicati alla post produzione, dove i vari programmi per il trattamento delle immagini hanno sempre più peso e non è sempre facile destreggiarsi al meglio. Attualmente collabora con il circolo fotografico veronese nel portare avanti un progetto di formazione, che riprenderà a febbraio con un nuovo ciclo di corsi adatti sia a principianti sia a chi desidera migliorare le proprie capacità (www.corsifoto-cfvr.it). «Da due anni sto sviluppando anche un progetto personale dedicato al paesaggio lessinico», aggiunge, «ripreso durante la notte, cercando un modo nuovo di interpretarlo, di sottolineare le sfumature più nascoste, utilizzando una combinazione di luce naturale, come Luna e inquinamento luminoso, e di luce artificiale», precisa. I premi in questi anni sono fioccati, e per citare solo i principali ci sono il primo posto nel 2014 al concorso «Abitare la montagna» promosso dall’associazione «Tra le rocce e il cielo»; nel 2016 la menzione d’onore nella sezione «Nature», e menzione d’onore nella sezione «Fine «art landscape» al concorso Moscow international foto awards; nel 2017, oltre ai due citati concorsi in apertura, ha ottenuto anche un primo posto, lo scorso ottobre, per la sezione bianco e nero al sesto concorso fotografico nazionale «Città di Bovolone». Infine, il quaderno culturale «La Lessinia – Ieri oggi domani» gli ha dedicato nel numero del 2014 una presentazione con i suoi scatti più belli all’altopiano, curata da Luca Zomer e Stefania Tagliapietra. •