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26.11.2017

Genetica e batteri «buoni»
migliorano la produzione

Ivano Marconi e Angelo Sartori soci di Malga Faggioli 1140
Ivano Marconi e Angelo Sartori soci di Malga Faggioli 1140

Il fenomeno di Malga Faggioli 1140 è sotto la lente anche delle università italiane per la particolarità del lavoro e delle produzioni che vi si svolgono e suggerisce spunti per sperimentazioni e studi. Sono due le iniziative principali in atto. Uno, con l’Università di Udine, è centrato sul benessere animale e la selezione genetica. Mira a capire se vi sia una correlazione fra la salute psicofisica dell’animale e la sua genetica. In pratica come ci sono persone felici e ottimiste e persone depresse e pessimiste, lo stesso capita agli animali: le analisi vorrebbero stabilire se sia una condizione contingente, determinata ad esempio da situazioni particolari di stress come il parto, o se sia una questione genetica. In questo caso verrebbero selezionati gli animali «felici» per la riproduzione, a scapito degli altri.

Il secondo studio è condotto in partenariato, al 50 per cento, con l’Università di Verona, che mette a disposizione per quattro anni un esperto di biotecnologie che tutti i mesi esegue analisi accurate sul latte prodotto, le capre, i fiori e l’erba che entrano nell’alimentazione, perfino i batteri che in quel momento si trovano sui muri della stalla. Il proposito è di mappare, in un calendario, la vita dei batteri presenti in azienda, selezionando quelli «buoni» e utilizzando i migliori da riprodurre in laboratorio e da innestare successivamente nel latte destinato alla produzione di formaggi e che darà l’inconfondibile tipicità di Malga Faggioli 1140. «Speriamo di ricavare qualcosa di nostro, ma che possa essere utile anche a tutta la Lessinia», dicono Angelo Sartori e Ivano Marconi. V.Z.

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