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12.09.2018

Fiera del bestiame tra paura dei lupi latte e antibiotici

la fiera del bestiame a Erbezzo  FOTOSERVIZIO AMATOEsposizione dei capi bovini e dei cavalli
la fiera del bestiame a Erbezzo FOTOSERVIZIO AMATOEsposizione dei capi bovini e dei cavalli

C’erano una trentina di capi bovini e due cavalli da tiro pesante rapido, tipici delle zone montane, alla 111esima fiera del bestiame di Erbezzo, la più importante della Lessinia e che chiude la stagione precedendo di poche settimane la fine dell’alpeggio. Nessun concorso o premio in palio, ma solo soddisfazione per i titolari delle 14 aziende che hanno presentato i migliori capi in allevamento di Frisona italiana, Bruna alpina, Pezzata rossa, Grigia alpina, Rendena e Limousine. Il clima che si è respirato è quello di chi fa fatica a continuare nelle attuali condizioni e lo ha ricordato il sindaco Lucio Campedelli, citando la congiuntura del mercato per il prezzo del latte e la presenza del lupo, «problema che deve essere affrontato senza barriere ideologiche». «Chi ha il dovere di legiferare in materia, lo faccia», è stata l’esortazione di Antonio Pastorello, presidente della Provincia, «finiamola con le parole e passiamo ai fatti». Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha spiegato che la direttiva europea Habitat, che tutela le specie in via di estinzione, è stata interpretata in maniera molto restrittiva in Italia sulla questione lupo, a differenza di quanto si è fatto in altri Paesi: «Questi ministri (il riferimento è a Sergio Costa, ministro dell’Ambiente che ha impugnato la legge delle Provincie autonome di Trento e Bolzano sulla cattura e l’abbattimento dei lupi, ndr) stanno rovinando la natura, facendo fuggire le aziende dalla montagna: la soluzione è contenere il numero di lupi e non farne una battaglia ideologica, ma di buon senso». IL GOVERNO. «Oggi abbiamo un governo amico», è convinto Floriano De Francisci, presidente regionale Arav, l’associazione degli allevatori che ha organizzato la rassegna della Fiera di Erbezzo in collaborazione con il Comune, la Pro loco e il Collegio dei periti agrari, «dunque non ci sono più scuse per non legiferare sul tema lupo. Altrimenti ci dicano chiaro che non vogliono più allevatori in montagna», ha concluso. La fiera non è solo allevamento, ma anche esposizione di prodotti, utensili e attrezzature per l’agricoltura, con decine di espositori che non mancano all’appuntamento. Il più fedele certamente è Molini Veronesi di Lugo di Grezzana, fondata nel 1926, in fiera da sempre: una passione per farine e mangimi zootecnici portata avanti dai fratelli Alberto, Elena ed Enrico nel molino di famiglia, dove negli anni si è sempre privilegiata la qualità della materia prima, sia per i prodotti destinati alla tavola, sia per quelli utilizzati per l’alimentazione animale. IL CONVEGNO. La fiera era stata aperta con un convegno al Palalinte, organizzato in collaborazione con Coldiretti Verona. Introdotti dal sindaco Campedelli e accolti dal presidente di Coldiretti Verona e regionale Daniele Salvagno, sono intervenuti Luciano Bertocchi, del servizio veterinario Mangimi Veronesi, che ha illustrato la terapia antimicrobica negli allevamenti; Fabrizio Cestaro, direttore del Servizio veterinario dell’Ulss 9 che ha parlato dell’anagrafe bovina, e Angelo Frascarelli dell’università di Perugia che ha illustrato quali saranno le probabili linee guida della riforma della Politica agricola comunitaria (Pac) per gli anni 2021-27. L’uso consapevole degli antimicrobici, ha spiegato Bertocchi, non può essere ignorato di fronte a fenomeni sempre più diffusi di resistenza e nel 2050 ci saranno più morti per resistenza agli antibiotici che per il cancro. Senza arrivare a livelli di Cina e India che producono e utilizzano rispettivamente la metà e un terzo degli antibiotici del mondo, l’Italia è comunque il secondo paese europeo per consumo complessivo umano e animale, superata da poco dalla Francia. I batteri resistenti finiscono nella falda e tornano in circolo, l’unica strada è quella della riduzione del consumo, riservando gli antibiotici a casi veramente necessari. ANAGRAFE BOVINA. Da Cestaro è venuta la raccomandazione a rispettare gli adempimenti dell’anagrafe bovina: marche auricolari; procedura scritta di verifica; trasmissione agli uffici competenti, pena la riduzione dei premi ed eventuali sanzioni. Frascarelli ha ricordato che ci sarà un taglio nei contributi della Pac, da 428 a 327 miliardi, con una riduzione del 15 per cento perché si sono privilegiate le politiche per l'immigrazione, la difesa e l’innovazione: «La nuova Pac sarà scritta meno da Bruxelles e più dagli Stati membri e ci sarà quindi da far arrivare in Regione e al Governo le nostre esigenze. L’indirizzo è quello di sostenere di più la montagna che la pianura, con una particolare attenzione alla sostenibilità». •

Vittorio Zambaldo
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