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13.08.2017

Festa di Santa Viola
«È testimonianza
di spirito di servizio»

La processione, con la banda, che ha aperto la Festa grande di Santa Viola FOTO ANDREETTA
La processione, con la banda, che ha aperto la Festa grande di Santa Viola FOTO ANDREETTA

La sfilata, capeggiata dalla banda musicale cittadina di Grezzana, seguita dalle autorità civili e dagli alpini con bandiere e gagliardetti per trasportare la statua di Santa Viola dall’omonima chiesetta (restaurata dagli alpini nel 1974) sul grande palco, ha aperto come da tradizione la Festa grande di Santa Viola.

Ad attenderla, nella spianata sopra Azzago che è un balcone sulla Valpantena e la città, i diversamente abili, i loro accompagnatori, il vescovo monsignor Giuseppe Zenti, il parroco di Azzago don Giuliano Tosi, monsignor Ottavio Birtele, parroco di Rosaro, e altri sacerdoti.

Erano presenti i sindaci di Cerro Nadia Maschi (con il vice Rino Brunelli) e di Erbezzo Lucio Campedelli, il vice sindaco di Roverè Loris Corradi e il comandante della stazione dei carabinieri Roberto De Razza Planelli. Ad animare la messa il coro «Amici della festa InSuperAbile», ha precisato il maestro Mirko Zamperini.

Già sul prato degli Arfui, sotto i tendoni degli alpini, era davvero festa: tutte le disabilità e le fragilità sembravano invisibili, a prevalere è stato il sorriso e il piacere di stare insieme e poco male se in cielo vagavano nuvole.

A «leggere» la prima lettura un non vedente, che ha dato grande forza al brano del Deuteronomio. Fatto sottolineato dal vescovo Zenti: «Siamo tutti abili e disabili, bisognosi dell’aiuto altrui. Con le nostre disabilità diamo l’ opportunità agli altri di aiutarci, di diventare sensibili. Sono da smascherare l’insensibilità e l’indifferenza». Il vescovo ha raccomandato: «A- scoltare Dio e chi è nel bisogno, vale a dire l’umanità intera e integra: questo significa solidarietà e fraternità». Del resto, di «spirito di servizio sono intrise manifestazioni come questa, sono fonte di relazioni e di amicizie». E don Tosi ha aggiunto: «Grazie a queste associazioni, a tutti i volontari che si adoperano con grande capacità e sensibilità: sono un segno vero e profondo che Dio è in mezzo a noi». La messa si è chiusa con la preghiera dell’ Alpino, recitata (a memoria) da Bruno Doardo e il classico canto Signore delle Cime.

Il sindaco Arturo Alberti ha ringraziato i numerosi alpini presenti perché «l’alpinità ci fa capire che non c’è niente di insormontabile: insieme e con la loro solidarietà tutto diventa superabile», ha poi ricordato anche tutte le altre categorie che «lavorano in silenzio per il bene di tutti». Raffaello Ferrari (di Lugo), presidente dell’Unitalsi provinciale, ha ringraziato «i malati e i loro accompagnatori presenti», sottolineando «l’importanza di questi momenti insieme». Anna Fedi, presidente dell’Associazione famiglie dei malati di Alzheimer, ha detto: «Anche noi siamo soli e abbiamo bisogno di solidarietà». Ha chiuso il presidente del comitato Santa Viola: «Abbiamo lavorato molto in questi giorni ma questa apertura di festa ci ripaga delle fatiche». L’invito è di visitare la festa fino a lunedì 21, giornata ha detto il parroco don Tosi «che dedicheremo ai tanti volontari che lavorano per la Grande festa di Santa Viola e tutto l’anno per il paese». Il programma è su www.santaviola.com.

Alessandra Scolari
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