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13.11.2017

Dalla Lessinia
volevano
andare a Milano

I profughi in cammino nella notte tra sabato e domenica da Erbezzo a VeronaIl sindaco Lucio CampedelliPaolo Tosato (Lega nord)
I profughi in cammino nella notte tra sabato e domenica da Erbezzo a VeronaIl sindaco Lucio CampedelliPaolo Tosato (Lega nord)

La meta più vicina doveva essere Verona per salire sul treno e dirigersi verso Roma o Milano, dove evidentemente hanno delle conoscenze che li avrebbero potuti aiutare. Così otto migranti, richiedente protezione internazionale, ospitati nel Cas, il Centro di accoglienza straordinaria dell’ex base Nato di Vaccamozzi, fra il capoluogo Erbezzo e la frazione Cappella Fasani, sabato si sono messi in strada incamminandosi verso la città attorno a mezzanotte.

LI HA SORPRESI a poca distanza dalla base il sindaco Lucio Campedelli, mentre tornava a casa con la figlia che era andato a prelevare da un incontro organizzato dallo sci club.

«Non capivo dove fossero diretti, perché erano in strada, ma siccome c’è un'altra deviazione per la quale si può rientrare a Vaccamozzi, ho pensato che stessero facendo un giro anche se l’orario e le condizioni meteo non erano delle più favorevoli», racconta il primo cittadino che ha così deciso di seguirli scoprendo che una volta arrivati alla deviazione non si sono affatto diretti verso il Centro di accoglienza, ma hanno continuato a camminare avvolti in lenzuola e coperte come dei fantasmi verso il fondovalle.

«A quel punto li ho avvicinati e ho chiesto dove fossero diretti, pensando che si fossero smarriti, tanto più che indossavano sandali senza calze e vestiti leggeri e la temperatura a quell’ora era attorno a zero gradi centigradi», aggiunge Campedelli.

«Andiamo a Milano o a Roma», hanno risposto i migranti, tutti africani, chiedendo quanto tempo ci volesse ancora per arrivare fino a Verona. Erano a metà strada fra Erbezzo e Cappella Fasani, e per raggiungere la stazione di Porta Nuova mancavano quasi una quarantina di chilometri: ci sarebbero arrivati. Sono stati infatti fermati quand’erano già a Poiano e portati in questura.

«HO AVVERTITO SUBITO i carabinieri che mi hanno risposto che avrebbero mandato una pattuglia, ma evidentemente non sono riusciti a bloccarli sul posto», riferisce il sindaco.

Pare che siano gli ultimi arrivati del gruppo di una trentina che sono attualmente accolti nell’ex base Nato di Vaccamozzi, gestita da Versoprobo, società cooperativa sociale di Vercelli che ha vinto la gara bandita dalla Prefettura per 80 posti. Fanno parte del gruppo degli irriducibili arrivati a destinazione nella mattinata di sabato i quali, quando hanno visto il luogo di residenza, si sono rifiutati di scendere dal pulmino. Qualcuno, con le buone o le cattive deve averli costretti, ma evidentemente non è bastato a convincerli, se dopo poche ore erano già in strada per raggiungere la destinazione che si erano prefissati.

«Mi chiedo come si siano potuti allontanare senza che nessuno lo impedisse o quantomeno avvertisse le autorità preposte di quello che stava accadendo. L’episodio conferma ancora una volta, come da sempre abbiamo sostenuto, che questa non è la soluzione al problema. Pur essendo arrivati accompagnati da tutte le rassicurazioni del caso, dopo poche ore, otto di loro giravano indisturbati, decidendo di andare dove volevano», ribadisce il sindaco.

Quest’oggi incontrerà i responsabili della cooperativa, per uno scambio che era già stato concordato prima dell’arrivo dei migranti, ma ci sarà altra carne sul fuoco da aggiungere agli argomenti da trattare.

Lo stesso vale per la Prefettura, dove Campedelli sarà presente domani: «Vorrei capire qualcosa di più sulla gestione di un centro simile e se davvero la Prefettura ritiene di raggiungere la quota pattuita nel contratto con la cooperativa di 80 migranti». Al momento, tolti gli otto che hanno scelto alte strade, sono 26 i presenti nell’ex base Nato di Vaccamozzi.

Sulla vicenda torna a prendere posizione anche il senatore della Lega nord, Paolo Tosato: «Hanno camminato per ore lungo il ciglio della strada con pericolo personale e per gli automobilisti che hanno rischiato di investirli. Si tratta», aggiunge Tosato, «della dimostrazione più evidente che la struttura dell’alta Lessinia individuata dalla Prefettura è assolutamente inadeguata».

Il parlamentare del Carroccio continua: «Mi sono recato sul posto, mi sono confrontato con gli amministratori locali e i residenti, tutti concordi nel ritenere un grave errore questa sistemazione. L’aspetto più grave e che auguriamo venga chiarito al più presto è che la cooperativa di Vercelli che gestisce il centro profughi non ha sotto controllo la situazione».

«Sono stati dei cittadini», spiega, «ad avvisare del pericolo che si stava correndo. Ci auguriamo che tale episodio induca la Prefettura a bloccare l’arrivo di migranti ad Erbezzo. Oggi sono una trentina. Potrebbero diventare 80. Si tratta di un’ipotesi da scongiurare. Una follia per i migranti che tenteranno continuamente di fuggire e una follia per i residenti», conclude il senatore leghista.

Vittorio Zambaldo
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