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01.06.2016

La fusione la vera sfida
per chi sarà sindaco

Nadia MaschiPaolo Garra
Nadia MaschiPaolo Garra

A Cerro si affrontano di nuovo dopo cinque anni i due contendenti dell’ultimo confronto elettorale, ovvero il sindaco uscente Paolo Garra, espressione della lista Uniti per Cerro sostenuta dalla Lega nord Liga veneta e Nadia Maschi, che è in minoranza nell’attuale Consiglio comunale, ma potrà contare anche sul sostegno di Vittorio Prati che nelle elezioni del 2011 aveva corso per conto proprio.

Il paese con l’appalto per il nuovo polo scolastico e la sistemazione della piazza centrale intitolata a Don Angelo Vinco impegnerà la futura amministrazione in grandi opere. Ci sarà tempo e modo per guardare anche a quelle manutenzioni minori che sempre preoccupano la popolazione?

Garra: «Tutte le criticità del progetto del polo scolastico sono state risolte e la procedura per la realizzazione dell’opera si concluderà a breve e seguirà il suo iter. Abbiamo già le idee chiare su come procedere sulla riqualificazione della piazza Don Vinco e sarà comunque conservata la giusta e attenta cura su tutte le manutenzioni necessarie, risolvendole ad una ad una in maniera appropriata, come già fatto nel passato per altre opere, quali via dall’Oca Bianca».

Maschi spiega: «Mentre l’amministrazione progetta opere maggiori, non deve dimenticare le manutenzioni che servono a conservare efficiente e in ordine il patrimonio. Assegnerò una delega a un mio collaboratore perché segua le manutenzioni da fare, sulla base di un programma di priorità che verrà settimanalmente monitorato per verificarne l’efficacia».

C’è il rischio che Comuni con meno di tremila abitanti siano costretti a fondersi. Una volta sindaco, che linea seguirebbe?

«Con tagli di trasferimenti e maggiore rigidità di bilancio il legislatore propone, anche se ancora non impone», afferma Maschi, «la fusione come possibilità di migliorare e mantenere i servizi erogati dai piccoli Comuni. Sono previsti inoltre sia dal Governo che dalla Regione contributi per studi di fattibilità e maggiori trasferimenti per i Comuni che si fondono. La collaborazione che potrà sfociare nella fusione con gli altri Comuni vicini non sarà una costrizione se ne capiremo l’opportunità. In una maggiore integrazione con i Comuni sta forse la sola vera possibilità di migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini».

Per Garra «l’aggregazione deve avvenire per volontà degli abitanti e l’imposizione basata sul numero di cittadini non è, a mio parere, né corretta, né produttiva. I risparmi si ottengono con l’ottimizzazione dei servizi e la loro condivisione con altri enti pubblici, come abbiamo già iniziato ad attuare con i Comuni limitrofi mediante convenzioni. Se tutto questo funzionerà, potrebbe anche essere propedeutico per valutare in futuro la strada di possibili fusioni».

A Cerro sono cambiate diverse amministrazioni, ma l’annosa questione della riqualificazione dell’ex Plav, il caseificio consortile dismesso da decenni, di proprietà della Comunità montana e in parte del Comune, è rimasta al palo. Potrebbe esserci finalmente la svolta?

«Solamente in due modi», afferma Garra, «cioè acquistando la parte in capo alla Comunità montana oppure svincolandosi dalla convenzione e procedendo con la riqualificazione della sola area che è di nostra proprietà. Da diversi mesi ho scritto all’amministrazione della Comunità, richiedendo la stima del valore di sua pertinenza e anche lo svincolo dalla convenzione in essere, ma ad oggi non ho ricevuto ancora nessuna risposta».

Maschi: «Per quest’area prevediamo un utilizzo pubblico a servizio strategico del rilancio della zona. L’ex Plav però è soltanto per metà proprietà di Cerro, pertanto solo una proposta che ne preveda l’utilizzo da parte di Cerro e dei Comuni confinanti potrà risolvere la questione. Quindi la collaborazione è fondamentale per la sua riqualificazione».V.Z.

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