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19.05.2017

Anche disabili sul palcoscenico
del progetto «Teatro per tutti»

I ragazzi partecipanti allo spettacolo della scuola «Eugenio Prati»
I ragazzi partecipanti allo spettacolo della scuola «Eugenio Prati»

L’idea era semplice: cominciare la giornata con una buona notizia. Alla scuola primaria «Eugenio Prati» di Cerro, ci sono riusciti con un progetto denominato «Teatro per tutti» che ha coinvolto le classi quinte A e B, la Fondazione Aida, tramite Nicoletta Vicentini, gli ospiti, i volontari e gli operatori della Piccola Fraternità Lessinia di Corbiolo, insegnanti e genitori.

Tutto è iniziato lo scorso dicembre e si è concluso a fine aprile nel teatro parrocchiale di Corbiolo con il saggio finale dal titolo «La banda del pentolino» che ha visto protagonisti i 33 scolari e 12 ospiti della Piccola Fraternità con vari gradi di disabilità.

Sono stati pienamente raggiunti gli obiettivi che il progetto si proponeva: di sviluppare fantasia e creatività anche attraverso l’accettazione dell’altro e l’integrazione, favorendo la socialità e innescando relazioni positive anche in situazioni emotivamente diverse.

«Abbiamo cominciato con i giochi», spiega la maestra Daniela, «finalizzati alla conoscenza reciproca e per sentire il proprio corpo e quello degli altri. Poi prendendo spunto dalla fiaba scritta da Isabelle Carrier «Il pentolino di Antonino», su di un bambino che vive un’esperienza difficile, perché deve trascinarsi appresso un pentolino e gli altri non si rendono conto quanto siano difficili le sue condizioni, abbiamo messo in scena varie situazioni dove i diversi attori, ciascuno con il proprio pentolino, rappresentavano le difficoltà quotidiane, dalla derisione, all’incomprensione. Sarà la Banda del pentolino a trovare la risposta giusta trasformando la difficoltà in opportunità, grazie all’empatia, all’immedesimazione, sviluppando la fantasia per vedere oltre la disabilità le possibili opportunità».

Lo spettacolo ha fatto riflettere tutti, dai bambini agli insegnanti, che hanno avuto occasione di scoperta e di aiuto di gruppo, ai genitori che si sono sobbarcati l’onere di portare i bambini a scuola anche in orari diversi, ma che alla fine hanno riferito agli insegnanti nei colloqui di aver appreso dai figli, attraverso le loro parole, la gioa di aver partecipato. «È stato un bell’esempio di inclusione, fatto con professionalità e rispetto della diversità e delle diverse abilità», aggiunge l’insegnante Daniela, anche a nome di tutte le colleghe e insieme esprimono un «grazie particolare a Nicoletta, che ha saputo guidare con sensibilità e professionalità e pazienza il “grande gruppo” a lei affidato e alla Piccola Fraternità, che è una realtà ammirevole a servizio del territorio e dei suoi abitanti e che ha offerto a tutti, adulti e alunni, l’occasione di vivere un’esperienza densa di emozioni, di scoperte e di arricchimento personale e di gruppo». V.Z.

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