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18.02.2018

Un intero paese davanti alla tivù per tifare Lucia

Lucia Scardoni in gara alle Olimpiadi
Lucia Scardoni in gara alle Olimpiadi

Bosco Chiesanuova rivive ancora l’atmosfera delle Olimpiadi con Lucia Scardoni impegnata con la nazionale di sci di fondo a PyeongChang. E se gli eventi sportivi della Corea del Sud sono dall’altra parte del globo e in anticipo di otto ore rispetto al nostro fuso orario, non manca alla ventiseienne di Valdiporro, alla sua prima partecipazione olimpica, l’affetto dei compaesani. Con lei, in terra coreana, oltre al papà Ivo e al sindaco Claudio Melotti, c’è Primo Bertolina fratello di Mirco altro atleta italiano di Valfurfa in Valtellina amico di famiglia. Bosco le è vicina come lo è stata con i suoi atleti olimpionici precedenti: da Fulvio Valbusa (cinque partipazioni olimpiche con un oro e un argento), Sabina Valbusa (cinque Olimpiadi e un bronzo) in campo invernale e Paola Pezzo (tre Olimpiadi e due ori nella mountain bike). All’ingresso del paese c’è un grande cartello che incita e saluta la giovane Scardoni: «Vai Lucia! Siamo orgogliosi di te!», si legge sulla gigantografia dell’atleta impegnata sugli sci stretti. Lo stesso motivo è ripreso in una locandina esposta in tutte le vetrine de paese. Per Lucia che ha conquistato il posto nella squadra olimpica a suon di punti nella classifica mondiale questo primo appuntamento a cinque cerchi serve soprattutto per far esperienza, come ha osservato Fulvio Valbusa dai microfoni di Eurosport, l’emittente per la quale commenta le gare olimpiche. Ieri ha disputato la staffetta, giunta nona, in seconda frazione a passo alternato e prima si era misurata nelle gare sprint e 10 km a tecnica libera ed è prenotata per la 30 km, per dire che è atleta completa e non è certo tipo da risparmiarsi nella fatica, come le ha sempre riconosciuto anche il suo primo allenatore Carlo Vito Scandola. «Anche noi la sosteniamo e ci sobbarchiamo non pochi chilometri» racconta da Seul il sindaco Melotti, «ogni giorno prendiamo un treno per andare e tornare dalla capitale a PyeongChang che è a circa 170 km. Impossibile trovare posto più vicino perché la Corea non è evidentemente un paese turistico: mancano praticamente del tutto le strutture che possono fornire servizi a tutti come ristoranti e bar». Le strutture e le piste sono tecnicamente ottime e tutto sommato anche l’organizzazione può dirsi positiva, «ma la neve è pochissima e gli atleti gareggiano su un abbondante strato di neve artificiale», aggiunga papà Scardoni. «Da questo punto di vista sembra di essere a San Giorgio, con la differenza che qui l’acqua non manca», commenta il sindaco. A tutti manca però il clima respirato in altre Olimpiadi: «L’ambiente è troppo dispersivo, mancano luoghi di aggregazione, la mentalità che trovi nei paesi nordici e mediterranei in fatto di feste e festeggiamenti». Ma il primo cittadino è comunque soddisfatto: «È un privilegio esserci come tifoso di Lucia per il rapporto che ho con tutta la sua famiglia e un onore anche come sindaco che condivido con tutta la comunità. A volte non ci si rende conto di quale rilevanza sportiva stiamo parlando: un paese di 3600 abitanti continua a sfornare atleti di altissimo livello, a testimonianza che l’amministrazione è a fianco delle proprie associazioni che promuovono lo sport, perché dal lavoro di base si creano le condizioni per grandi risultati», aggiunge Melotti. Ricorda l’intitolazione della Sala olimpica nel Teatro Vittoria ai fratelli Valbusa e a Paola Pezzo, «e già in quell’occasione ci eravamo augurati di veder nascere altri campioni: grazie Lucia perché con il tuo impegno e la tua fatica possiamo sentirci orgogliosi e felici insieme a te». Ivo Scardoni, ex vicesindaco non rinuncia a pensare al futuro: «Occorre intraprendere con decisione la strada per arrivare alla realizzazione di un centro fondo a San Giorgio». •

Vittorio Zambaldo
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