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15.11.2017

«Si faccia il test del Dna
su ogni predazione»

Tamponi obbligatori su tutte le predazioni a partire da oggi per verificare il Dna dei predatori. È la novità introdotta da un’ordinanza del sindaco di Bosco Chiesanuova, Claudio Melotti, che l’ha sottoscritta disponendo che nelle predazioni «l’Unità operativa dell’Ulss 9 avvii in maniera sistematica una specifica procedura per l’individuazione del Dna con microsatelliti, finalizzata alla ricerca del genotipo individuale, che consenta l’individuazione dei gruppi parentali, il tutto con analisi di materiali biologici come feci, peli eccetera, nonché tramite prelievi di saliva in corrispondenza delle lesioni, al fine di accertare l’effettiva natura dei grossi predatori carnivori che da tempo attaccano bestiame domestico». L’ordinanza affida al Comune spese e oneri per l’effettuazione delle analisi a un istituto riconosciuto operante sul territorio nazionale, per avere a disposizione i risultati in tempi rapidi e vi si aggiunge la richiesta all’Ulss 9 di fornire al Comune il referto relativo alle analisi genetiche effettuate a Malga Campolevà lo scorso settembre e mai pervenute, ma dalle quali risulterebbe fra i predatori la presenza di un elemento ibrido.

«È un’ordinanza tecnicamente definita “di somma urgenza”, ma potrei chiamarla “di somma garanzia e trasparenza”», commenta il sindaco Melotti, «perché dai dati in nostro possesso il numero dei predatori è estremamente aumentato e sulla base delle predazioni dell’ultimo anno possiamo parlare della presenza di 30-35 lupi nella Lessinia veronese. Se riusciamo a dimostrare con questi tamponi che questa popolazione di presunti lupi è in realtà ibrida, si aprono strade finora intercluse, come la sterilizzazione e l'isolamento e anche l’abbattimento». Il tema è stato affrontato anche in Prefettura dai sindaci dell’Alta Lessinia che hanno parlato con il viceprefetto Angelo Sidoti sottolineando il possibile fenomeno degli incroci tra lupi e cani. V.Z.

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