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09.08.2018

Ovunque l’amore come padre Kolbe La vita in mostra

Padre Massimiliano Kolbe
Padre Massimiliano Kolbe

Una mostra dedicata al martire francescano polacco padre Massimiliano Maria Kolbe, beatificato da Paolo VI nel 1971 e proclamato santo dal suo connazionale Giovanni Paolo II, 11 anni dopo, sarà ospitata da domani a domenica 12 nel foyer della Sala Olimpica del Teatro Vittoria, a Bosco Chiesanuova. È un’anteprima assoluta in Veneto, nata da una proposta dell’Istituto Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe di Verona, con il Comune di Bosco. La scelta della località lessinica è stata determinata dal fatto che il paese ha dato i natali a Emanuela Sponda, missionaria dell’Istituto, che ha operato per molti anni in Bolivia e perché, proprio a Bosco Chiesanuova hanno preso il via i primi volontari dell’Immacolata Padre Kolbe, laici aggregati all’Istituto che collaborano fianco a fianco con le missionarie e i missionari nel mondo. Massimiliano Kolbe, nato in Polonia nel 1884, morì ad Auschwitz il 14 agosto 1941, offrendosi volontario al posto di un padre di famiglia che era stato scelto nella decimazione come rappresaglia per la fuga di un prigioniero. Sentendo il pianto disperato dell’uomo che lamentava di non poter più rivedere la moglie e i suoi due bambini, padre Massimiliano si offrì di sostituirlo nel braccio della morte dove i prescelti dovevano finire per fame. Resistette per due settimane assieme agli ultimi quattro compagni di prigionia e con loro fu ucciso da un’iniezione letale di acido fenico la viglia dell’Assunta. Francescano conventuale, che aveva studiato teologia ed era stato ordinato sacerdote a Roma, era devotissimo alla Madonna a cui aveva intitolato la Milizia dell’Immacolata, un movimento di laici e religiosi che si ispirava alla devozione mariana, attento ai nuovi mezzi di comunicazione prodotti in proprio con una cittadella nella quale si stampava un giornale e si diffondevano trasmissioni radio. Missionario in Giappone, trasferì anche là entusiasmo e l’impegno per la devozione mariana, fino al ritorno in patria, all’arresto per presunta attività sovversiva e l’internamento in campo di concentramento. La mostra intitolata «Ovunque amore» sarà inaugurata domani alle 10 e farà ripercorrere, attraverso un itinerario storico, sociale, spirituale e personale, i momenti più significativi della vita e della missione di san Massimiliano Maria Kolbe, uomo, francescano e sacerdote profondamente innamorato della verità e della libertà, «patrono dei nostri difficili tempi» come lo definì papa Wojtila nell’omelia del giorno della canonizzazione. La mostra è liberamente visitabile nei tre giorni di apertura, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 22, con visite guidate alle 11, alle 18 e alle 21. Attraverso l’efficacia comunicativa di immagini, colori, simboli e forme, il visitatore è gradualmente accompagnato alla scoperta dell’originalità e audacia della testimonianza di san Massimiliano e, nello stesso tempo, invitato ad entrare in dialogo con lui nell’esperienza di vita reale e attuale. L’augurio dell’Istituto Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe è che da questa prima iniziativa ne sorgano presto altre e che quanti conosceranno san Massimiliano lo possano identificare sempre più come modello del proprio personale cammino di vita. •

V.Z.
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