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13.09.2017

Già 106 capi predati
I più colpiti sono i bovini

Renato Semenzato, il biologo che per conto della Regione Veneto sta montando i recinti forniti grazie ai finanziamenti di Life WolfAlps, conferma che la «miglior protezione è rappresentata da un doppio o triplo recinto, con la presenza all’interno dei cani e la prossimità del pastore. Dove questo è stato fatto, come l’anno scorso a Podestaria con un pastore rumeno che viveva in roulotte accanto al gregge, le predazioni non ci sono più state». In pratica in un cerchio interno si sistema il gregge e in un altro più esterno i cani, a loro volta protetti da un giro di rete, in modo che fra i predatori e il gregge ci sia comunque la presenza rassicurante del cane pastore. Finora, dove i recinti sono stati montati ad arte, anche quelli per bovini, non ci sono state predazioni. Le richieste di poter montare le recinzioni continuano ad arrivare in Regione e una squadra è all’opera per soddisfare la domanda. Purtroppo i dati delle predazioni sono comunque elevati, avendo raggiunto con queste ultime il numero di 106 dall’inizio dell’anno. Sono stati complessivamente 66 gli episodi predatori dal 9 gennaio all’11 settembre, in cui hanno perso la vita 97 capi e 9 sono stati feriti o soppressi per le ferite riportate. I bovini rappresentano ancora la specie che paga il maggior tributo con 61 capi, seguiti dagli ovini (36), dai caprini (5) e dagli equini (4 asini). Sono 98 i capi predati attribuibili al lupo, 9 quelli a canide. I dati riferiti all’intero anno riportano 83 capi predati nel 2016; 48 nel 2015; 54 nel 2014; 11 e 17 per i due anni precedenti. V.Z.

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