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24.02.2018

È in arrivo il gelo dalla Siberia Litigio a Velo per 10 cm di neve

La centralina a Malga Malera che registra la temperatura
La centralina a Malga Malera che registra la temperatura

Cresce la tensione per l’arrivo di Burian, l’ondata fredda che le previsioni danno per certa in ingresso sull’Italia per domani: ingenti masse d’aria gelida continentale presenti in Siberia, dove generalmente sostano, saranno invece in movimento verso Ovest, portando quello sconquasso tipico delle aree artiche anche in zone più temperate. Finora il Veronese e in particolare le zone più elevate del Monte Baldo e della Lessinia, sono state interessate da vaste nevicate arrivate nella giornata di venerdì a mostrarsi fino a 500 metri di altitudine, ma contenute nel loro spessore, raggiungendo i 20-30 centimetri di neve fresca solo nelle parti alte non abitate. Come sempre, in questi casi, a determinare i maggiori disagi è il vento e proprio lo spirare forte e continuo (con raffiche fino a sfiorare anche i 50 km all’ora) ha determinato accumuli e reso vano il lavoro di tracciatura delle piste di sci di fondo della Translessinia, tant’è che il rifugio Bocca di Selva, che nella stagione invernale è aperto tutti i giorni, è rimasto chiuso negli ultimi due, come le piste, anche per l’impraticabilità della strada di collegamento con la Provinciale dei Lessini. Sarà aperto regolarmente nel fine settimana, come anche il Primaneve sul Monte Tomba, il Rifugio Castelberto e il Rifugio Pertica. Nel gruppo del Carega si può arrivare in auto fino al Rifugio Boschetto, anche se è prudente avere le catene a bordo perché la strada è stata pulita, ma la tendenza del fondo è quella di ghiacciare in fretta. Sul Baldo è ovviamente chiuso il Telegrafo, mentre è aperto tutti i giorni il Rifugio Fiori del Baldo e nel fine settimana il Chierego. Chi vuole raggiungerli deve comunque attrezzarsi per lunghe traversate a piedi ed essere provvisto di ramponi: il fondo ghiacciato è sempre un’insidia e non dà scampo a chi si avventura con superficialità. In questo scenario, dieci centimetri di neve, questa almeno la misura nei centri abitati più grandi della Lessinia, escluse le contrade più alte dove la coltre è stata doppia, sono bastati ad accendere la polemica a Velo, dove l’ex vicesindaco Damiano Gugolati e oggi consigliere di minoranza, denuncia di essere stato penalizzato nella pulizia delle strade nei pressi della sua abitazione in località Viaverde. «All’incaricato del Comune, che passava per lo sgombero neve e non puliva anche la strada che è comunale e unisce la contrada alla provinciale, ho chiesto ragione di questo e mi ha risposto di aver ricevuto ordine dal Comune di non farlo», protesta Gugolati, che alle 13 è partito di casa per andare al lavoro e aveva ancora il collegamento da aprire, convinto di essere oggetto di discriminazione e di un torto. «Si tratta di dieci metri di strada, un relitto della vecchia provinciale declassato a comunale», risponde il sindaco Mario Varalta, «e serve esclusivamente la contrada. Per principio non entriamo con i nostri mezzi nei centri abitati, perché altrimenti per pulire l’intero territorio dalla neve non basterebbe un giorno ma ce ne vorrebbero tre. Non lo si fa per nessuno e tutti si sono attrezzati con trattori e pale. Non sono caduti più di dieci centimetri di neve e sarebbero bastate una pala o una ramazza per pulire in cinque minuti una decina di metri di strada. Non è questo che ci spaventa e i nostri mezzi sono attrezzarti per altri interventi ben più impegnativi», assicura. Non c’è stata infatti nessuna interruzione nei servizi pubblici e le scuole sono rimaste aperte, con gli scuolabus che hanno fatto servizio anche nelle contrade più isolate. La neve ha superato i 20 e i 30 centimetri oltre i 1400 metri, ma non sono stati segnalati alla Provincia particolari situazioni di disagio. Più attenzione sarà necessaria per oggi e domani con altra neve prevista anche a quote di pianura e poi il freddo siberiano annunciato per i primi giorni della prossima settimana. •

Vittorio Zambaldo
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