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19.06.2017

Villafranca, Bussolengo e Sona: tris d’assi

Lo spoglio delle schede al termine della giornata elettorale dell’11 giugno. Qui siamo in un seggio di Soave FOTO PECORA
Lo spoglio delle schede al termine della giornata elettorale dell’11 giugno. Qui siamo in un seggio di Soave FOTO PECORA

Superata la tornata elettorale che ha chiamato alle urne i cittadini di tredici Comuni della provincia (con Cerea impegnata nuovamente domenica prossima per il ballottaggio), si pensa già alle elezioni comunali in programma il prossimo anno. Quando, a scadere, saranno poche amministrazioni, sei in totale, alcune delle quali di peso notevole: Villafranca che con i suoi 33mila abitanti dopo la città è il più grande Comune della provincia, Bussolengo che sfiora i 20mila residenti e Sona, a quota 17mila. Nel 2018 saranno chiamati alle urne anche i cittadini di Castel d’Azzano, quelli di Lazise e i 582 del secondo Comune più piccolo del Veronese, San Mauro di Saline.

A Villafranca Mario Faccioli, che era stato sostenuto da una serie di liste civiche e dal Popolo delle Libertà, è al termine del suo secondo mandato e non sarà più rieleggibile. Potrebbe riprovarci invece Paola Boscaini, alla guida dell’amministrazione di Bussolengo: a metà mandato, nel 2015, aveva spiazzato tutti ritirando le deleghe ai quattro assessori che aveva nominato all’indomani della sua elezione. Da allora, negli uffici di piazza Nuova pare essere filato tutto liscio. Chissà se ci riproverà anche Gianluigi Mazzi, che nel 2013 al secondo turno “schiacciò” il primo cittadino uscente Gualtiero Mazzi portandosi a casa il 61,91 per cento dei voti.

A Castel d’Azzano scade il mandato di Antonello Panuccio, dirigente d’azienda e grande conoscitore della macchina amministrativa dal momento che, prima di essere nominato alla carica di primo cittadino, era stato assessore al bilancio. Carriera politica di lungo corso anche per il sindaco di Lazise Luca Sebastiano che, sebbene fosse storicamente legato all’area di destra e alla Lega, quattro anni fa abbandonò gli schieramenti di partito per presentarsi con «LiberAzione Civica». Infine San Mauro di Saline, dove Italo Bonomi – che nel 2013 ebbe la meglio su Fabio Baltieri e Luca Bressan – è al suo secondo mandato ma potrebbe ricandidarsi, trattandosi di un Comune sotto i 3mila abitanti. Facile ipotizzare che in questi sei paesi alcune pedine si stiano già muovendo in vista della campagna elettorale della prossima primavera.

Sarà tuttavia una tornata elettorale soft, quella del 2018, visti i pochi Comuni coinvolti. Servirà per tirare il fiato in vista di un 2019 decisamente più vivace, quando saranno 48 le amministrazioni che scadranno: più della metà di quelle presenti nella provincia di Verona. Anche in questo caso non mancano i Comuni di peso: quattro quelli che superano i 15mila abitanti. Si tratta di Legnago, e qui potrebbe riprovarci la candidata del Pd Clara Scapin, San Bonifacio dove Giampaolo Provoli era stato eletto superando al ballottaggio Silvano Polo, Negrar dove termina il mandato di Roberto Grison, che era stato supportato da due liste civiche e dal Pd, e Pescantina con Luigi Cadura.

Gli altri 44 Comuni che andranno a elezioni saranno Angiari, Bardolino, Boschi Sant’Anna, Bosco Chiesanuova, Brentino Belluno, Brenzone, Caprino, Castelnuovo, Cavaion, Concamarise, Costermano, Dolcè, Erbè, Erbezzo, Ferrara di Monte Baldo, Fumane, Lavagno, Marano, Mezzane di Sotto, Montecchia di Crosara, Monteforte, Mozzecane, Nogarole Rocca, Oppeano, Peschiera, Pressana, Roncà, Roveredo di Guà, Salizzole, San Pietro in Cariano, San Zeno di Montagna, Sanguinetto, Sant’Ambrogio, Sant’Anna d’Alfaedo, Selva di Progno, Sommacampagna, Sorgà, Terrazzo, Torri, Valeggio, Velo, Veronella, Vestenanova e Zimella.

Francesca Lorandi
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