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12.02.2018

San Valentino è anche il protettore degli epilettici

San Valentino è non solo il patrono degli innamorati, ma anche il santo protettore delle persone con epilessia. Per questo l’Aice (Associazione italiana contro l’epilessia), partecipa da alcuni anni alla fiera di Bussolengo con un punto informativo allestito a fianco dell’antica chiesetta dedicata al santo. La sezione di Verona dell’ Aice è stata fondata nel 2003 sul modello della struttura presente a livello nazionale già dal 1974 che ebbe tra i promotori persone con epilessia e famigliari, supportati da epilettogi di fama come Raffaele Canger. L’Aice nazionale è anche associata all’Ibe (International Bureau for Epilepsy), punto di riferimento internazionale delle associazioni laiche non professionali e mantiene rapporti di collaborazione con la Lice (Lega italiana contro l’epilessia), l’ associazione professionale dei medici epilettologi, oltre a ricercare un coordinamento nazionale di tutte le realtà’ associative laiche e professionali. L’OBIETTIVO dell’associazione è di migliorare la qualità della vita per le persone affette da una delle tante forme di epilessia che tocca una persona su 100 (2.500 a Verona e novemila a livello provinciale) e per le loro famiglie. «Un obiettivo che potrà essere raggiunto se coloro che sono affetti da questa patologia sapranno uscire dall’ombra», spiega il presidente dell’Aice di Verona Alessandro Foroni, «come recita una delle nostre campagne informative, per aiutarci ad incidere sulla realtà locale e nazionale, oltreché per sostenere la ricerca scientifica e una maggiore integrazione sociale della persone affette da epilessia e delle loro famiglie. Questo fine settimana era legato alla giornata mondiale dell’epilessia, che si celebra il 12 febbraio e Aice Verona, oltre a supportare l’importante convegno padovano “Update in epilettologia”, svoltosi il 9 e il 10 febbraio all’Orto botanico, ha continuato le sue attività. Tra queste c’è anche, appunto, la presenza alla Fiera di San Valentino a Bussolengo». La parola epilessia, che deriva dal verbo greco «epilambanein» significa infatti «essere sopraffatti, essere colti di sorpresa» ed esprime una situazione che ha parecchi punti di contatto con quanto vive chi s’innamora. «In tutti e due i casi si smarrisce il contatto con la realtà, nel caso di chi ha l’epilessia magari per pochi attimi», spiega il presidente dell’associazione. «Ora c’è più informazione», aggiunge Foroni, «soprattutto nelle giovani famiglie. Qualcuno vuole approfondire gli effetti della dieta, come la dieta chetogenica, povera di glutine e ricca di grassi, che aiuta a controllare le crisi, altri vogliono conoscere le possibilità legate al trattamento chirurgico o ai nuovi farmaci derivati della cannabis. Noi li rimandiamo alle strutture competenti ma rileviamo che gli epilettologi presenti nel territorio provinciale sono pochi e oberati di lavoro». «Così», spiega, «aumentano infatti le liste di attesa e sarà difficile andar oltre la buona copertura attuale con 7.520 pazienti seguiti e raggiungere i 9.000 pazienti che sono statisticamente presenti». L’Aice organizza anche, ogni secondo sabato del mese, alle 15.30 nella sede operativa al Self Help in via Albere 132/C a Verona (zona Stadio) l’incontro di mutuo aiuto che permette di sviluppare solidarietà e scambi di esperienze. Per mettersi in contatto inviare una mail a info@aiceverona.it oppure telefonare al 329.4922822 in orario serale. •

Luca Belligoli
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