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12.01.2018

Smobilita la Biennale e il suo quadro sparisce

Marina Aldegheri tra alcune sue opere   FOTO PECORAIl dipinto esposto a Milano e sparito al termine della mostra
Marina Aldegheri tra alcune sue opere FOTO PECORAIl dipinto esposto a Milano e sparito al termine della mostra

 Dai quadri falsi di Modigliani, cresciuti a dismisura e che andranno al macero, a un quadro vero di un’artista meno celebre come Marina Aldegheri, ma che è già nel mirino dei ladri. Il suo quadro, «Fuga di una notte d’amore», olio su tavola di 70x90, realizzato nel 2012 ed esposto come opera unica alla Biennale di Milano International Art Meeting con la presentazione di Vittorio Sgarbi, non ha più fatto ritorno a casa. Manca dall’inizio di ottobre. «L’ho spedito per corriere per l’esposizione a cui ero stata invitata. Sul posto è arrivato ed è stato anche messo in mostra», assicura l’artista sanmartinese, che nel 2013 era stata premiata anche dall’amministrazione comunale per la vittoria nel concorso Arreda il municipio, e mostra con soddisfazione, ma anche rammarico, la foto scattata proprio alla Biennale davanti al suo quadro in occasione del vernissage il 10 ottobre. Il quadro era nel catalogo della mostra pubblicato da Giorgio Mondadori. Il problema si è presentato quando, smobilitata la mostra il 16 ottobre, l’opera doveva essere restituita alla proprietaria che invece non l’ha più rivista. «Il primo pensiero è stato un ritardo del corriere che me la doveva recapitare», informa l’artista, «ma da una verifica è risultato che il quadro non è mai passato nelle mani del corriere: non esiste infatti alcuna ricevuta dunque il corriere non ha mai ritirato l’opera dalla Biennale, anche perché, presentatosi il 17 ottobre per riportare a casa il quadro, al vettore è stato risposto che il quadro non c’era. Le ipotesi si riducono a due: o me l’hanno venduto o me l’hanno rubato quand’era ancora in consegna agli organizzatori della mostra», sbotta Marina, che esasperata da telefonate e mail, ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri e farsi assistere da un avvocato. Perché ora la faccenda si fa seria: il prezzo di vendita, che l’artista aveva indicato nel caso qualcuno fosse stato interessato, era di 5.500 euro, «ma avrei potuto chiedere il doppio, perché ho fatto mostre a Verona, Torino, Siena, Firenze, Vienna, Tel Aviv, e unica, con un altro italiano, all’International Contemporary Masters Gallery di Miami: sono conosciuta e apprezzata», dice di sé. L’ipotesi che gli organizzatori hanno fatto è che nella confusione della chiusura dell’ esposizione qualcuno abbia messo due quadri nello stesso collo e la scatola sia uscita dalla Biennale con un unico codice. Fatto sta che tra i 280 espositori della Biennale nessuno si è fatto vivo per riportare un quadro non suo. Adesso Marina, che è donna d’arte ma anche pragmatica e si definisce «esplosiva», chiede giustizia. «Non mi interessano i soldi, rivoglio il mio quadro», afferma, «il tema mi era caro, stava sistemato sopra la testiera del mio letto e lì deve tornare». Talento cresciuto e indirizzato dagli insegnamenti del pittore Roberto Nezzi, Marina è affranta. «Sono in crisi e questa faccenda mi ha tolto l’ispirazione: non riesco più a dipingere, perché non si può organizzare una mostra così importante e non garantire la sicurezza delle opere esposte», conclude. •

Vittorio Zambaldo
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