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01.09.2018

Sindacati sul piede di guerra per gli aumenti al personale

Il municipio di San Martino Buon Albergo, è polemica dei sindacati per gli aumenti al personale
Il municipio di San Martino Buon Albergo, è polemica dei sindacati per gli aumenti al personale

I sindacati della funzione locale di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa firmano un comunicato congiunto attaccando unanimemente la politica salariale del Comune di San Martino Buon Albergo, dopo gli aumenti delle retribuzioni di alcune posizioni decisi con decreto lo scorso 31 luglio: «Si vogliono creare lavoratori di serie A (quelli che godranno dei sostanziosi aumenti delle retribuzioni di posizioni) ed altri di serie B, figli di un Dio minore. E non si tratta di briciole», denunciano i sindacati che citano per nome i dipendenti che beneficiano di aumenti da un minimo di 12.800 euro a un massimo di 13.900 euro lordi annui. Sembrerebbe strano che dei sindacati si arrabbino per aumenti salariali ai dipendenti, ma il problema, come spiegano le organizzazioni, è che «si tratta di risorse che, invece, devono essere trattate nel rispetto delle relazioni sindacali, previste dal vigente contratto nazionale, e che devono essere maneggiate con cautela perché i loro aumenti hanno riflessi sulle disponibilità di risorse per il resto del personale. La coperta infatti è sempre quella! Ci sono dei tetti di spesa imposti dalla vigente legislazione: quello che si decide di dare ad alcuni, toglie automaticamente ad altri». In pratica un’ingiustizia, secondo i sindacati, perché gli aumenti a dirigenti e funzionari va a scapito di una perequazione che dovrebbe premiare tutti i lavoratori mentre alcuni non godranno di benefici attualmente riconosciuti perché i soldi sono stati destinati ai livelli più alti. La manovra dell’amministrazione comunale rispetterebbe il nuovo contratto collettivo nazionale per l’aumento delle indennità di posizione (e conseguentemente anche quella di risultato), ma senza seguire nessuno dei passaggi sindacali previsti e propedeutici alla nuova disciplina. «Cambiando le regole (nuova tipologia di valori delle indennità) è chiaro che vanno ridiscussi i criteri di conferimento e quelli di graduazione delle posizioni organizzative che, sebbene il contratto specifichi che debbano essere oggetto di confronto, nelle comunicazioni di incarico i sindacati non appaiono neppure di striscio, anche se per i criteri generali per la determinazione della retribuzione di risultato dei titolari di posizione organizzativa si dovrebbe aprire un vero e proprio tavolo di contrattazione. Evidentemente a San Martino vige un contratto diverso da quello che è stato stipulato tra le organizzazioni sindacali a livello nazionale e le parti datoriali», concludono i sindacati, decisi a non sedersi al tavolo «finché il Comune non si renderà disponibile a ritirare i decreti emessi con la variazione delle indennità e stiamo già valutando con i nostri legali le più opportune azioni di tutela dei dipendenti dell’ente per il mancato rispetto dei moduli di relazioni sindacali previsti dal vigente contratto nazionale». In una nota il sindaco Franco De Santi precisa che «per l’amministrazione comunale non esistono lavoratori di serie A e di serie B, ma dipendenti del Comune di San Martino Buon Albergo. Alle osservazioni mosse dai sindacati è stata data risposta completa ed esaustiva già lo scorso 16 agosto dal presidente della delegazione datoriale Daniela Alessi, ma nessuna obiezione o comunicazione ufficiale è pervenuta in Comune fino ad oggi da parte dei sindacati e ritengo il loro comunicato una strumentalizzazione politica. Inoltre risulta assolutamente infondata l’affermazione che si toglie a qualcuno per dare ad altri. Un confronto costruttivo deve essere sempre basato sulla correttezza e il rispetto dei ruoli, a tutela del personale», conclude De Santi. •

Vittorio Zambaldo
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