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15.03.2019

Rifiuti ingombranti a Padova, cresce la Tari

La discarica di Sant’Urbano a Padova
La discarica di Sant’Urbano a Padova

Tassa rifiuti (Tari) più cara dal 5 al 6,9 per cento mediamente per le famiglie sanmartinesi e del 5 per cento per le attività, ma il dato è condiviso con altri 46 Comuni veronesi che aderiscono al Consorzio di bacino Verona Due. Infatti, in seguito all’incendio dello scorso anno nella ditta Sev di Povegliano, in cui venivano conferiti gli ingombranti, la Regione ha autorizzato il trasferimento dei rifiuti alla discarica di Sant’Urbano (Padova) fino al prossimo 30 giugno, a condizione che prima ci fosse una riduzione volumetrica degli stessi con opportuna triturazione. Questo, oltre ad aver comportato disagi e ritardi nel ritiro, come già aveva previsto una nota del Consorzio dello scorso gennaio, ha come conseguenza immediata l’aumento dei costi per lo smaltimento degli ingombranti che passa da 104 a 171 euro a tonnellata. Nella discussione in Consiglio comunale sulle condizioni applicative per la Tari nel 2019 a San Martino Buon Albergo, il sindaco Franco De Santi ha osservato che «resta inalterata la riduzione del 30 per cento della tassa per le attività del paese che esercitano su una superficie fino a 150 metri quadrati. Una riduzione introdotta lo scorso anno per favorire la sopravvivenza e lo sviluppo degli esercizi commerciali di vicinato che svolgono un’importante funzione sociale e di servizio pubblico». L’osservazione ha dato spunto al consigliere di minoranza Gianluca Zanini per chiedere se «lo stesso criterio non potrebbe essere applicato anche alle famiglie, evitando di pesare ulteriormente con questo nuovo aumento di tassazione». La risposta fornita da Alessandro Viviani, responsabile del Settore entrate tributarie, è stata negativa dal punto di vista tecnico, perché per legge alla spesa deve corrispondere un’entrata identica e il mancato pareggio dei costi non può essere compensato dal Comune con altre entrate. «Ma quanto potrà durare questa emergenza con il trasferimento dei rifiuti ingombranti fino a Padova e il conseguente aumento di costi e di inquinamento da traffico?», ha chiesto il consigliere di minoranza Umberto Toffalini. «Abbiamo più volte stimolato il Consorzio di bacino Verona Due, a cui aderiamo, perché si trovi una soluzione efficace e veloce», ha risposto il vicesindaco e assessore con delega all’ecologia Mauro Gaspari, «ma per il momento non ci sono alternative evidenti al trasferimento a Padova degli ingombranti». L’aumento è passato con i soli voti di maggioranza e il voto negativo delle minoranze. Lo stesso è successo per l’addizionale Irpef e per le condizioni applicative dell’Imu che avrà un aumento per gli immobili in locazione dal 4 all’8,5 per mille, riassorbendo però l’aliquota del 25 per cento che dal 2016 il governo aveva imposto su questi fabbricati. Voto contrario delle minoranze anche allo schema di bilancio di previsione 2019-21, con la motivazione di Claudio Ferrarini, capogruppo di San Martino Domani «perché si approva un documento che nessuno ha letto, con una presentazione che è identica da quattro anni. Non è una cosa da poco ed è un documento da non sottovalutare, con affermazioni che non trovano riscontro nella realtà e tante discrepanze fra quanto è scritto e quanto realmente si fa». Gli ha risposto il sindaco precisando che «la struttura del documento unico di programmazione rimane sostanzialmente la stessa, perché qui non si inventa la politica dell’apprendistato, ma si fa strada con gli aggiustamenti richiesti». È la tesi che sostiene anche la segretaria generale del Comune Daniela Alessi: Si tratta di un aggiornamento del programma di mandato sul quale sono stati fatti un controllo e un confronto puntuale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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