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mercoledì, 13 dicembre 2017

Pontoncello, in primavera la campagna di promozione

Veduta del parco del Pontoncello e dell’Adige: si punta ad avviare anche interventi antierosione (BATCH)

Piero Taddei La presidenza del parco naturale di Pontoncello rimarrà lupatotina per altri tre anni. Ognuno dei tre Comuni che fanno capo al grande polmone verde lungo l’Adige - San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio - stanzierà 20 mila euro a sostegno delle necessarie operatività. A primavera i 350mila metri quadrati di area condivisa saranno al centro di un convegno e di un’operazione di promozione nelle scuole, ci sarà anche un depliant destianto alle famiglie. Non solo: il prossimo anno bandi pubblici assegneranno vigilanza, promozione e manutenzione dell’area a servizio di un lità per i circa 55 mila abitanti dei tre enti locali. Questo il programma delle attività per rimettere in pista il parco naturale dopo il periodo di stasi estiva e l’appellativo di «più giungla che area tutelata», con cui critici hanno etichettato la gestione del Pontoncello quanto a raccolta immondizie, manutenzione dei camminamenti, dei boschi e della aree giochi. La lista dei lavori da fare è stata stilata durante un incontro tra il presidente della consulta lupatotina per l’ambiente e del comitato di gestione del parco, Roberto Facci, e rappresentanti delle amministrazioni di Zevio e San Martino. «Grazie ai 60mila euro messi dei tre Comuni l’operatività del parco è garantita», assicurano Facci e l’assessore zeviano all’Ambiente Paola Conti. Il presidente lupatotino aggiunge che il suo Comune, per escludere la presenza di residuati bellici, ha disposto sondaggi attorno alla casa cannoneggiata dai carri armati Usa durante l’ultima guerra mondiale, all’incrocio tra la Pista delle risorgive e il parco di Pontoncello. Il presidente della consulta chiarisce che, per le ridotte dimensioni, l’ex casello idraulico non si presta a essere adibito a bicigrill, come ipotizzato, ma che probabilmente diventerà foresteria a servizio del parco. Probabilmente il bicigrill sorgerà un po’ più a monte: al parco del Porto. Facci fa quindi sapere che la ristrutturazione della casa bombardà manterrà la memoria dell’evento bellico. Il piano ambientale del parco di Pontoncello indica come area a maggiore fruizione quella di San Giovanni; la superficie sull’altra sponda dell’Adige in Comune di San Martino, è considerata zona giovane. La parte zeviana è quella a maggiore tutela, con le piante più vecchie. Lì, quindi, i camminamenti saranno meno penetranti. A scanso di polemiche, Facci invita a guardare al Pontoncello non come parco urbano disseminato di panchine, ma come area in cui la flora autoctona può crescere incondizionatamente. Per questioni di sicurezza, le piante ad alto fusto morte saranno abbattute ma saranno lasciate a decomporsi sul posto. Il comitato di gestione guarda anche alla sicurezza dell’area a ridosso dei tre paesi, prevedendo sorveglianza. Dice Facci: «Chi vigilerà sarà riconoscibile. Ma la prevenzione contro malintenzionati sarà svolta soprattutto da quanti presidieranno il parco visitandolo». Facci rivela che la manutenzione del parco ultimata a giugno è costata metà dei 400 mila euro stanziati dalla Regione, grazie al ribasso del 50 per cento praticato dalla ditta di Rovigo aggiudicataria dei lavori. Quanto risparmiato, lo si vorrebbe utilizzare per lavori contro l’erosione della sponda destra del fiume all’altezza di San Giovanni. Non si esclude che funzione antierosiva possa avere anche la diversa angolazione impressa alla corrente del fiume (verso San Martino) con la costruzione della nuova centrale idroelettrica. •