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venerdì, 15 dicembre 2017

Non sono uno scoppiato Campagna contro i botti

Un momento della lezione «Non sono uno scoppiato» ai ragazzi delle medie FOTO PECORAAlcuni fuochi d’artificio e botti in circolazione in questo periodo (BATCH)

Si avvicina Capodanno, che porta con sé l’uso sconsiderato di botti, e la polizia locale sanmartinese affronta l’argomento con una lezione nelle scuole del paese portando la testimonianza e l’esperienza diretta di forze dell’ordine e operatori sanitari impegnati nella difficile missione di scongiurare disgrazie e riparare i danni. È la settimana edizione dell’evento «Non sono uno scoppiato», nome che gioca sul termine che indica l’esplosione di un petardo ma anche chi agisce in maniera sconsiderata. Chiamati ad ascoltare le testimonianze sono stati gli alunni di prima e seconda media dell’Istituto comprensivo Berto Barbarani, «con l’obiettivo di trasmettere una corretta informazione e rendere i giovanissimi consapevoli della pericolosità dei materiali pirotecnici in vendita in questo periodo negli esercizi commerciali», ha fatto notare il comandante delle Polizia locale Castrese Coppola, che da quando è a San Martino ha preso a cuore questo problema cercando di sensibilizzare studenti e genitori. L’amministrazione comunale da gennaio 2010 si è dotata di un’ordinanza che prescrive le «misure per la prevenzione dei rischi derivanti dall’impiego di artifici pirotecnici», ma non basta come deterrente per sradicare un costume che alimenta un giro d’affari di 70 milioni all’anno, il doppio se si considera il traffico illecito gestito dalla criminalità organizzata, come hanno ricordato il tenente Alberto Saggio e il finanziere scelto Francesco Zotti della Compagnia di Soave della Guardia di Finanza. «Non esistono fuochi d’artificio sicuri e nessun tipo di botto può essere utilizzato dai minori di 14 anni», hanno precisato, aggiungendo: «Il materiale privo di etichetta è da considerare di provenienza clandestina, realizzato da persone senza scrupoli». Gli artificieri che operano nella polizia di frontiera all’aeroporto Catullo, il sovrintendente Roberto Drago e l’assistente Giovanni Impagniatiello hanno rimarcato che ogni articolo in vendita legalmente ha stampate le istruzioni per un uso corretto e anche una semplice stellina non è un giocattolo perché raggiunge la temperatura di 380 gradi centigradi, più del forno di casa o del ferro da stiro. Con l’utilizzo di video, che hanno filmato scene riprese dal vivo, hanno mostrato i rischi e le conseguenze di comportamenti scriteriati, raccomandando di non accendere mai botti e petardi tenendoli in mano e di non raccogliere mai da terra quelli inesplosi: «sono più pericolosi dei residuati bellici, che hanno bisogno dell’innesco per esplodere: a questi invece è sufficiente a volte il movimento», hanno spiegato gli artificieri. «È meglio prevenire che soccorrere», è stato lo slogan con cui Cristian Ferro, presidente della Croce Blu sanmartinese, ha aperto la sua relazione: «pensateci bene quando prendete in mano un petardo: non fateci lavorare anche a Capodanno!». Ha mostrato grafici da cui risulta che i più colpiti sono i ragazzi fra i 10 e i 14 anni con ben il 39 per cento degli infortunati e che il maggior numero di chiamate di soccorso per loro si concentra nelle ore pomeridiane del primo gennaio, quando per strada raccolgono i fuochi inesplosi. L’ultimo Capodanno, su dati del ministero dell’Interno, è passato senza morti per i botti, ma ci sono stati ben 184 feriti, nonostante i botti siano vietati per quel giorno in ben mille Comuni italiani. Le ragioni del divieto le ha spiegate anche Massimiliano D’Errico, guardia zoofila dell’Oipa, l’organizzazione internazionale protezione animali, ricordando il terrore di cani e gatti e altri animali domestici per lo scoppio di un petardo. «L’udito di un animale è di quattro o cinque volte più sensibile di quello umano e lo scoppio li terrorizza. Lo scorso Capodanno sono morti cinquemila animali domestici per spavento o perché scappando sono stati travolti in strada. Usate i vostri risparmi per cose più belle e utili», ha concluso, raccomandando di tenere vicini gli animali o lasciarli rifugiare negli angoli della casa dove si sentano più sicuri. • V.Z.