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07.03.2018

No all’esposto contro l’alta velocità in paese

Alta velocità, il progetto pare ormai inarrestabile
Alta velocità, il progetto pare ormai inarrestabile

Non ha sortito l’effetto che i consiglieri di minoranza di «San Martino Domani» speravano la mozione presentata per un esposto alla Corte dei conti per bloccare l’iter della tratta di Alta velocità e Alta capacità da Verona al bivio di Vicenza. Presentata da Lorenza Faccioli e Claudio Ferrarini, ha raccolto i consensi degli altri due consiglieri di minoranza (Umberto Toffalini e Gianluca Zanini), ma è stata respinta dalla maggioranza. La consigliera Faccioli ha detto che si poteva impegnare la Giunta a predisporre un esposto alla Corte dei conti per bloccare l’iter amministrativo della tratta da Verona a Vicenza, come autotutela, «alla luce del parere negativo del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e considerato che manca una valutazione ufficiale di costi/benefici dell’opera». Per i firmatari della mozione «il risultato di un’analisi indipendente, come quella di Marco Ponti, ordinario di Economia applicata al Politecnico di Milano, mostra una valutazione costi/benefici squilibrata: troppi costi in rapporto ai benefici sociali e ci sono soluzioni alternative che collegano Milano e Venezia in due ore, a partire da maggio anche sulla linea storica». I sindaci stessi dei Comuni di San Martino Buon Albergo, Zevio, Caldiero, Belfiore e San Bonifacio hanno più volte manifestato perplessità e dubbi e in una lettera inviata a dicembre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Rete Ferroviaria italiana, al Consorzio Iricav 2 e Italferr spa e non hanno nascosto che ci siano lacune progettuali e di essere in attesa di risposte sulla definizione delle opere di compensazione e dei tempi di consegna. Per San Martino Domani gli elementi per l’esposto e il blocco dell’iter c’erano. Non della stessa idea Giuliano Zusi, capogruppo di maggioranza: «Ribadiamo che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ritiene che il progetto vada rivisto ed adeguato, tenendo conto delle indicazioni dallo stesso fornite, prima di procedere con i lavori. Certo, vi sono prescrizioni importanti ma non è un parere negativo. Poi si è inserita la lettera dei sindaci a conferma della nostra posizione sempre critica nei confronti del progetto». Zusi rimarca che «la valutazione costi-benefici del professor Ponti ha valore puramente accademico e tale parametro è uno dei tanti; inoltre, l’autotutela si riferisce al potere di un’amministrazione di annullare e revocare provvedimenti dalla stessa adottati, non per provvedimenti adottati da altri, e non ne esistono quindi i presupposti». Non ci sarebbero neanche danno erariale o gravi violazioni di legge che inducano a rivolgersi alla Corte dei conti, ma l’ente ha già comunque chiesto altri documenti al ministero dell’Economia per esprimere la sua valutazione sul progetto», ha risposto Zusi, annunciando il voto contrario della maggioranza alla mozione. Faccioli e Ferrarini hanno ribadito che la contrarietà dell’amministrazione al progetto dovrebbe trasformarsi anche in informazione ai cittadini sui risvolti sociali e urbani che il progetto comporta e, con un coordinamento fra tutti i Comuni interessati, si dovrebbe avere la forza per opporvisi e presentare l’esposto, ma il sindaco Franco De Santi ha ricordato che il tratto è già in funzione da Torino a Brescia e sta per essere completato da Padova a Venezia: «Sono poche le speranze di poter fermare questo treno, ma riteniamo di essere il primo Comune ad aver portato a casa, nelle opere di compensazione, ciò che altri nemmeno immaginavano. L’assessore regionale Elisa De Berti ci ha garantito che farà da tramite per un appuntamento a Roma con i vertici: abbiamo un evento da affrontare concretamente, non con la teoria», ha concluso De Santi. •

V.Z.
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