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22.01.2019

«Grazie per non aver scordato i nostri connazionali morti qui»

Il pullman ungherese che si schiantò e prese fuoco sull’A4
Il pullman ungherese che si schiantò e prese fuoco sull’A4

Un breve incontro in municipio e una semplice cerimonia di commemorazione nello spazio consacrato al ricordo, a ridosso dell’autostrada, hanno fatto memoria delle 17 vittime ungheresi dell’incidente avvenuto esattamente due anni fa, il 20 gennaio 2017, lungo l’autostrada Serenissima, nei pressi di San Martino Buon Albergo, in cui furono coinvolti giovanissimi studenti, fra i 14 e i 16 anni, i loro insegnanti e gli accompagnatori. Il sindaco Franco De Santi per l’anniversario ha ricevuto in municipio l’ambasciatore Adam Kovacs e il console onorario Lajos Pinter, profugo ungherese in Italia dal 1957, al tempo dell’invasione sovietica, e per oltre vent’anni impegnato come primario del pronto soccorso di Borgo Roma. In precedenza, entrambi erano stati in visita al prefetto Salvatore Mulas per ringraziarlo dell’opera prestata nel coordinamento dei soccorsi e l’assistenza ai feriti e ai familiari giunti da Budapest. Una loro delegazione era stata, domenica, a deporre dei lumini, in forma privata, con la presenza dei vertici della Polizia stradale, arrivati da Padova. Ieri si è aggiunta la corona d’alloro dell’ambasciatore con l’amministrazione sanmartinese, i comandanti della polizia locale e dei carabinieri e i rappresentanti delle associazioni del paese: gli alpini, i carabinieri, i marinai d’Italia e Protezione civile con il tricolore italiano e ungherese. L’ambasciatore ha apprezzato molto il gesto e garantito che ogni anno vorrà essere presente in questa circostanza, per ricordare il tragico evento che in Ungheria ha lasciato un grande dolore. «Grazie sindaco per quanto lei e il suo paese fate per tenere vivo il ricordo di queste vite spezzate. Grazie di cuore perché il parco nel quale è collocato il monumento è curato e ben tenuto e grazie per l’appoggio dato alle famiglie e, ne sono certo, continuerete ad offrire. Questo tragico evento ha colpito molto in Ungheria, ma sento che anche qui, e vorrei dire in tutta Italia, è ancora molto sentito», ha spiegato l’ambasciatore Kovacs precisando il carattere assolutamente privato della sua visita, fatta in margine a un incontro con il sindaco di Verona Federico Sboarina. Il console Pinter, da parte sua, ha sottolineato come anche la visita dei genitori, scortati dagli agenti della polizia stradale proprio davanti al pilone del cavalcavia contro il quale si è schiantato il pullman degli studenti di ritorno da una settimana bianca in Francia, è stato un momento commovente: «Si è vista quanta partecipazione ci fosse anche negli agenti: difficile vedere in pubblici ufficiali una simile vicinanza di sentimenti». Per il sindaco De Santi, la presenza delle associazioni del paese alla cerimonia «è segno della vicinanza fra i due popoli e della condivisione del dolore che unisce le famiglie delle vittime con la cittadinanza. Da parte nostra continueremo a preservare il ricordo di questo tragico evento e garantire sostegno e vicinanza a quanti vorranno venire a onorare la memoria di tante giovani vittime». •

Vittorio Zambaldo
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