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07.09.2018

Fuga e spari
nella notte, presi
tre bracconieri

Il fucile dei bracconieri
Il fucile dei bracconieri

Da tempo alla polizia provinciale giungevano segnalazioni di spari in orario notturno all'interno dell'Oasi di protezione faunistica La Musella, a San Martino Buon Albergo, all'interno della quale vi sono anche abitazioni.

Al primo appostamento notturno organizzato, insieme a tre guardie volontarie venatorie, gli agenti hanno colto i bracconieri in flagranza. Erano tre, giunti alle 22 circa su un pick up: uno era alla guida, un altro in piedi sul cassone manovrava un faro luminoso (mezzo vietato) per stanare la selvaggina, il terzo imbracciava una carabina munita di silenziatore (anch'esso mezzo vietato dalla Legge sulla caccia).

Hanno individuato un cinghiale in mezzo ai vigneti ed hanno sparato. A questo punto gli agenti, che appostati in mezzi alla boscaglia avevano osservato distintamente tutta la scena, sono usciti alla scoperto.

Immediata la reazione dei tre bracconieri: prima hanno abbagliato con i fari del pick-up gli agenti, hanno sparato un altro colpo di fucile a scopo intimidatorio e sono ripartiti a razzo con il pick-up.

 

Un agente della Polizia Provinciale e due guardie volontarie, che si trovavano sulla traiettoria del veicolo lungo la stretta strada sterrata, sono riusciti appena in tempo a buttarsi a terra e rotolare nel fossato per evitare di essere investiti. Poi hanno sparato un altro colpo e si sono dileguati.

 

Alla fine i tre cacciatori sono stati ritrovati con l'ausilio dei carabinieri in un capannone: due erano fuggiti fra i boschi ma, compreso di essere stati individuati, sono ritornati dopo alcune ore sui loro passi. Ora il reato di bracconaggio non è il più pesante del quale devono rispondere.

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