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20.04.2017

Danni da gelo
Colpiti i vitigni
nel'Est Veronese

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Danni da brinate primaverili su vigneti, patate e piselli nell’Est Veronese a cusa dell’ondata di gelo che ha colpito alcune zone nella notte fra martedì e mercoledì con possibili strascichi anche fino a domani.

 

Flavio Menini e Massimo Merzari dell’Associazione “Estremi di Meteo 4”, hanno registrato record di freddo per questo periodo a Taiola di Monteforte d’Alpone con -2.4 °C, nelle località Fornello, con -1.5 °C e Cadellara con -1.3 °C di Colognola ai Colli, a Marcellise di San Martino Buon Albergo con -0.6 °C e Tregnago -0.1 °C. I danni più evidenti sono per ora soprattutto nelle basse valli centrali lessiniche come la valle di Marcellise, Mezzane e Illasi, ben visibili sui vigneti ma anche sulle colture orticole come i piselli, che sono nel pieno dello sviluppo, e le patate con i germogli ancora teneri.

 

Non sono state colpite grandi aree ma zone localizzate dove, come spiegano Menini e Merzari «c’è stata la combinazione di alcuni fattori come l’entrata di aria fredda di Bora e la formazione di cuscinetti di freddo nei primi metri vicini al suolo attraverso la sedimentazione dell’aria artica. Dove ha spirato una leggere brezza, come in Val d’Illasi, il fenomeno non si è verificato perché la brezza ha rimescolato l’aria impedendo la brinata». Nelle zone depresse dove l’aria fredda è stagnata, ci sono stati anche 8 °C di differenza rispetto alle aree circostanti.

 

Più colpiti sono stati i vitigni del Valpolicella (Corvina, Corvinone e Rondinella) che hanno una germogliazione precoce, e i vigneti impostati con il sistema Guyot (a spalliera), con filari tenuti ad altezze molto vicine al suolo. Non sono stati risparmiati nelle stesse zone i vigneti impostati a pergola, ma la diversa altezza dal suolo ne rende meno evidenti o del tutto trascurabili i danni. Più colpite sono state le aree dove esistono depressioni naturali o causate dall’uomo con argini o rilevati stradali: lì un tempo non si piantavano né vigne né olivi perché il fenomeno delle brinate primaverili si ripeteva con cicli abbastanza brevi di 3-5 anni. Con il riscaldamento globale questi eventi hanno cicli più lunghi (di una decina d’anni) e sono quindi più rari ma non meno pericolosi. I danni sulla vite si possono ancora definire contenuti se il freddo ha colpito solo la foglia, ma risparmiando il tralcio. 

V.Z.
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