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15.05.2018

Centrale elettrica sul Fibbio Residenti sul piede di guerra

L’area dove si vorrebbe realizzare la centrale idroelettrica   FOTO AMATO
L’area dove si vorrebbe realizzare la centrale idroelettrica FOTO AMATO

Dall’alluvione del maggio 2013 e dalla quasi alluvione di tre anni dopo, le famiglie di Ferrazze che hanno casa lungo il fiume Fibbio non vivono più serenamente la presenza del corso d’acqua, tanto meno quando si annunciano interventi che non siano di messa in sicurezza contro il rischio idraulico. Il progetto di una centrale idroelettrica che dovrebbe sfruttare il salto di due metri vicino agli ex Oleifici, trasformati negli anni Ottanta in un intervento di restauro conservativo a fine residenziale, ha messo in allarme gli abitanti che domani alle 18 saranno a una riunione all’Opificio dei Sensi, a Ferrazze, in via Brolo Musella 27. «La Regione ha approvato la costruzione di una centrale idroelettrica sul fiume Fibbio in località Ferrazze che, nei prossimi mesi, modificherà irreversibilmente il nostro territorio, destando non pochi dubbi riguardo alla sicurezza, all’impatto ambientale e paesaggistico e all’effettiva utilità che tale struttura avrà», si legge nell’invito, «e in occasione del quinto anniversario dell’alluvione delle Ferrazze proponiamo un incontro per informare i residenti ignari di ciò che sta avvenendo». IL PROGETTO Le preoccupazioni sono legate alla trasformazione del corso del Fibbio e alle modifiche idrauliche che non garantiscono la sicurezza, secondo i residenti, né creano alcun tipo di vantaggio, se non al privato che ha ottenuto la concessione. «Si erode un tratto di sponda per far spazio a una vasca di carico della centrale idroelettrica che deve avere un bacino di riserva sufficiente per continuare a lavorare e questo lo garantisce solo una riserva d’acqua che supplisca ai cali di livello della portata nei periodi di magra», si legge. Di questo sono preoccupate anche le associazioni di pescatori che frequentano il fiume e che sempre più spesso devono confrontarsi con livelli troppo bassi dell’alveo, scarsità di fauna ittica ed elevata moria. Su terreni che attualmente sono privati e devono essere acquisiti o espropriati, verrà costruita la centralina. Il progetto iniziale proposto da Osvaldo Campedelli era del 2009 per un impianto di potenza inferiore ai 100 kw con autorizzazione che poteva essere richiesta al Comune di San Martino Buon Albergo; nel 2015 è stato presentato un nuovo progetto a potenza aumentata a 127 kw, con competenza in decisionale alla Regione per l’autorizzazione. IN REGIONE Da Venezia è arrivato il nulla osta definitivo, per la ditta divenuta nel frattempo Eredi Campedelli Osvaldo Sas di Francesco Campedelli e C., autorizzata alla costruzione e all’esercizio dell’impianto con Decreto regionale numero 224 del 13 giugno 2017 del dirigente della Direzione difesa del suolo. I lavori sarebbero dovuti iniziare entro un anno, ma è stata concessa una proroga di tre mesi per un errore tecnico nell’invio della documentazione. Sarà costruito nel rettangolo di superficie tra la sponda sinistra del Fibbio e la presa di Fossa Pozza un edificio alto oltre 5 metri, lungo 9 e largo 8, che ospiterà la turbina e da cui partirà un cavidotto interrato fino alla cabina Enel di trasformazione accanto all’Opificio dei sensi. LA PREOCCUPAZIONE «I rischi sono evidenti perché deve essere tenuto costantemente alto il livello del fiume, con paratoie comandate automaticamente quando si supera il livello di guardia. Abbiamo già infiltrazioni d’acqua nel locali più bassi delle nostre case ed è un problema con cui ci confrontiamo costantemente, ma che cosa succederà quando avremo alle spalle di casa un vero e proprio lago? L’alluvione del 2013 fu causata dalla cattiva manutenzione del torrente Squaranto, ma a Montorio dove prima c’erano 2,5 metri di salto fra Squaranto e Fibbio oggi ci sono appena una decina di centimetri. Qui non c’è da pensare a speculare sugli 0,22 euro al kwattora di incentivo che lo Stato paga a chi costruisce una centrale idroelettrica, ma a mettere in sicurezza il fiume, a creare un parco per tutti. Il privato avrà invece ricavi economici ma non pagherà i danni che un’altra alluvione o le conseguenze dell’acqua alta costante e di un lago attaccato alle case potrebbero causare», lamentano i residenti. IN COMUNE Da Genio civile, Consorzio Alta Pianura Veneta e Comune di San Martino Buon Albergo sono arrivati in Regione solo pareri contrari alla centrale idroelettrica, ma non hanno fermato la procedura. L’assessore sanmartinese Giulio Furlani, che ha delega per l’edilizia privata, ribadisce che l’autorizzazione regionale è relativa solo alla concessione dell’utilizzo dell’acqua del Fibbio, ma che sono di competenza comunale il progetto definitivo e quello esecutivo per le opere in muratura che la ditta proponente intende fare: «Di queste non esiste ancora traccia di documento negli uffici comunali. Non possiamo contestare la concessione regionale, ma avremo voce in capitolo su quanto si vorrà costruire sul nostro territorio», ribadisce. •

Vittorio Zambaldo
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