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04.09.2018

Casa allagata in pochi minuti, la terza volta in pochi anni

Acqua in casa dei signori Castellani:  sul muro il segno di dove è arrivata in pochi minutiEcco com’era la zona del garage
Acqua in casa dei signori Castellani: sul muro il segno di dove è arrivata in pochi minutiEcco com’era la zona del garage

Giorgio Castellani misura l’altezza raggiunta dall’acqua in casa: 43 centimetri. Il segno del fango è rimasto sui muri appena imbiancati nelle tre settimane di ferie che si era preso proprio per sistemare casa. Perché l’abitazione di via Mambrotta, nella frazione sanmartinese, è la terza volta negli ultimi anni che va sott’acqua. La seconda lo scorso autunno, «ma questa è stata la peggiore di tutte», dicono Giorgio e la moglie Giovanna, tre figli minori in casa e la più piccola di 9 anni mandata dai nonni. Sabato verso le 17 è cominciato a diluviare e grandinare insieme: un problema in più che ostruiva le caditoie, ma a casa di Castellani non è stata la grandine a far danni. L’acqua del fosso che confina con la proprietà ha incominciato a inondare il garage e sotto il diluvio i residenti non hanno potuto neanche correre a sistemare i sacchi di sabbia che la Protezione civile aveva lasciato in dotazione in occasione della precedente inondazione. La pompa a immersione sistemata nell’interrato ha cominciato a lavorare fino a bruciarsi, mentre Castellani metteva al sicuro in un punto più rialzato del giardino l’automobile. La moto è rimasta sommersa perché tutto si è svolto in pochissimi minuti e non ha dato tempo di mettere in salvo nulla. Sono inservibili freezer, lavastoviglie, lavatrice, caldaia, mobili e suppellettili di cucina. Solo da una settimana aveva fatto rifornimento di pellet per l’inverno: 140 sacchetti impilati su due pedane e di cui almeno la metà si è imbevuta d’acqua ed è da buttare. «È stato encomiabile il lavoro della Protezione civile, dei vigili del fuoco che hanno messo in funzione un’idrovora da 11mila litri al minuto che ha lavorato per tre ore per liberare il piano terra e interrato dell’abitazione», dicono i Castellani, «la vicinanza di sindaco e vicesindaco che sono stati qui di notte e il giorno dopo si sono interessati della situazione». Per i Castellani la colpa di questo ha un nome preciso: «È la lottizzazione costruita sulla sponda opposta del fosso che passa a fianco del nostro confine. Un corso d’acqua per lo più asciutto, ma che si riempie quando le piogge sono torrenziali: era stato concepito come scolmatore delle acque e sui campi riversava l’acqua in una specie di zona golenale a sud della frazione». «Ma la lottizzazione avviata sei anni fa ha innalzato il livello della sponda opposta di circa un metro, impedendo all’acqua il deflusso naturale, così ha trovato una via di scarico sul lato opposto, dove già c’erano abitazioni che in precedenza non avevano mai subito allagamenti. Abbiamo una lettera protocollata in Comune e al Consorzio Alta pianura veneta dove il mio direttore lavori spiegava i rischi della nuova lottizzazione per le case esistenti, che puntualmente si sono verificati», denunciano i Castellani. Inoltre il mini depuratore costruito per la lottizzazione è diventato depuratore di tutta la frazione e scarica nel fosso di fronte a casa dei Castellani. Lo gestisce Acque Veronesi, in attesa di mettere in funzione il depuratore più grande in costruzione poco lontano, in un’area più idonea perché a un livello più basso; in casa Castellani con l’acqua del fosso sono finiti anche gli scarichi del depuratore. Altre sei case della frazione hanno subito allagamenti, ma di intensità minore. A monitorare la situazione fino a tardi per tutto il paese nei punti ritenuti più a rischio, nella notte fra sabato e domenica, con il sindaco Franco De Santi c’erano il vice Mauro Gaspari e l’assessore Giulio Furlani, con una squadra di operai comunali. Domenica mattina anche la consigliera comunale Daniela Castagna, con la delega all’agricoltura, ha raggiunto le diverse aziende colpite dalla grandine e dall’alluvione. «Fortunatamente i danni alle abitazioni sono stati contenuti in pochi casi», riferisce il vicesindaco, «anche grazie al lavoro di prevenzione fatto in questi mesi. Nel bilancio triennale 2018 - 20 abbiamo stanziato 60mila euro per la pulizia delle caditoie stradali per la raccolta dell’acqua piovana». «Il lavoro fatto finora ha scongiurato danni peggiori e proseguiremo su questa linea», assicura. •

Vittorio Zambaldo
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