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05.01.2018

«Amico di battaglie politiche per i cittadini»

Sindaci insieme in riva all’Adige contro Ca’ del Bue, era giugno  2011
Sindaci insieme in riva all’Adige contro Ca’ del Bue, era giugno 2011

Dall’inceneritore di Ca’ del Bue alla gestione di Villa Girasole, al progetto di rendere San Martino Buon Albergo un paese appetibile per i turisti, l’ex sindaco Valerio Avesani si era impegnato in diverse battaglie amministrative, di promozione del territorio e, con l’approvazione del Pat, aveva privilegiato la tutela dell’ambiente. Altre sue grandi intuizioni sono state Archimede Servizi, società comunale invidiata da tante amministrazioni per la sua efficienza e Young Sport e Cultura Community, creata con Amedeo Poddi, un amico che Avesani ricordava sempre commuovendosi e anche lui scomparso appena un anno fa. Il percorso politico di Avesani lo riassume Daniele Polato, assessore veronese della giunta di Federico Sboarina e cresciuto con Avesani in Forza Italia: «Sebbene separati da più di 20 anni d’età, abbiamo mosso i primi passi insieme nell’avventura politica, lui arrivando dalla presidenza del comitato civico di Borgo della Vittoria a candidarsi a sindaco di San Martino con una lista civica sostenuta dal centrodestra, io assessore a Verona con Flavio Tosi e abbiamo festeggiato insieme il successo di quel 2007», dice Polato elencando l’incarico di vice coordinatore vicario provinciale del Popolo della libertà che Avesani assunse a fianco del coordinatore Giovanni Miozzi. «Con lui ho anche condiviso la sconfitta del 2013 quando fui in minoranza nel Consiglio comunale di Verona, ma insieme, nella cantina di Sboarina, abbiamo poi messo le basi per la grande vittoria dello scorso giugno. È stato per noi un maestro e uno stimolo e spesso ci ripeteva una frase di Gandhi: Finché porterai un sogno nel cuore, non perderai mai il senso della vita. Su questa base ci incitava. È sua anche l’idea di Gente e territori che ha portato i medici specialisti nei quartieri a sostegno delle persone povere. Di lui conservo tanti bei ricordi e percorsi assieme agli amici Daniele Perbellini, Fabrizio Zerman e Diego Ruzza», conclude. Proprio Zerman, da sindaco di San Giovanni Lupatoto, lo ebbe a fianco nelle battaglie contro Ca’ del Bue: «Ci conoscemmo in quell’occasione e siamo diventati amici, frequentandoci con le famiglie». «La notizia della sua morte è stata una coltellata», riconosce, «perché Ca’ del Bue non è stata l’unica occasione di incontro. C’erano tre paesi confinanti che non si parlavano, con Avesani si è aperto il dialogo e sono nate cose importanti che hanno coinvolto Zevio e San Martino: il Parco del Pontoncello, le ciclabili. Io non ho perso un collaboratore, ma un amico». Le associazioni si sentono orfane: «Con la morte di Poddi e ora di Avesani ci vengono a mancare le fondamenta», dice Emanuela Biondani, presidente di Young Sport e Cultura Community, «ma andremo avanti come loro vorrebbero. Valerio è stato uno sportivo, conosceva fatica e sacrificio: non accetterebbe mai la nostra rinuncia a lottare». Cristian Ferro, presidente di Croce Blu, dove anche Barbara, figlia di Valerio, è stata volontaria, riconosce che è merito del sindaco Avesani e del suo vice di allora De Santi l’assegnazione della sede nell’attuale palazzina di via Firenze: «È stato persona benvoluta, che ha saputo prevedere le necessità della comunità e rispondervi adeguatamente», conclude. • V.Z.

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