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05.10.2017

Alle mense scolastiche
quest’anno si sta stretti

Claudio Ferrarini
Claudio Ferrarini

«La mensa della scuola primaria Salvo D’Acquisto non ha posti a sufficienza e alcune classi sono costrette a pranzare nella baita degli alpini». L’allarme parte dal gruppo di minoranza San Martino Domani (Smd) che candidava sindaco Claudio Ferrarini. L’osservazione si spinge oltre e comprende anche le scuole Todaro di Case Nuove, «dove manca una sala mensa attrezzata per il numero di alunni presenti. Da anni si stanno usando due stanze destinandole a mensa, ma ormai non bastano più. Oggi abbiamo circa un centinaio di posti a sedere. Sarà anche rispettata la norma, ma questa per noi non è qualità di servizio», denunciano i consiglieri comunali Claudio Ferrarini e Lorenza Faccioli.

La causa del disagio sarebbe legata all’incremento demografico - e quindi degli allievi - ma è un dato conosciuto da anni e assolutamente prevedibile, incrociando i numeri delle presenze alla scuola dell’infanzia con le variabili legate ai trasferimenti delle famiglie e ai nuovi arrivi. «Per ragionare sull’adeguatezza degli spazi scolastici, gli strumenti c’erano: dai dati dell’anagrafe, agli strumenti urbanistici, ma purtroppo in questo caso specifico non ci si è mossi quando lo si doveva fare e oggi ci troviamo a dover gestire l’emergenza», denunciano i consiglieri di minoranza.

Ferrarini e Faccioli guardano alle voci di bilancio e osservano: «Come già più volte ribadito, noi avremmo destinato le maggiori spese per investimenti, previste dalla variazione di bilancio di luglio, pari a circa un milione e 300mila euro, in spazi scolastici e manutenzione. Lo avevamo detto anche in campagna elettorale, non per prendere voti, ma perché lo studio dei documenti e il confronto con gli addetti ai lavori ci avevano fatto capire che queste erano le priorità. Noi di Smd non avremmo rinunciato all’area scolastica prevista tra Borgo e Casette che è stata tolta dalla delibera di giunta 37 del 2017», concludono Ferrarini e Faccioli, «perché il paese sta crescendo e anche gli spazio pubblici (scuola in primis) si devono adeguare. Ci auguriamo che si riveda l’ordine delle priorità e si cambi idea sulla cessione dello spazio che era stato previsto per il plesso scolastico».

Sono considerazioni che il sindaco Franco De Santi e la Giunta, in particolare gli assessori ai Lavori pubblici Davide Brusco e all’Istruzione Caterina Compri, rimandano al mittente: «Il disagio si è verificato nel primo giorno di mensa alle scuole Todaro, a causa della continua variazione degli iscritti, una ventina in più rispetto a quelli programmati dallo stesso istituto scolastico, perché fino a quel momento i numeri dei bambini che dovevano fruire della mensa erano quelli dello scorso anno», risponde il sindaco, «e la stessa dirigente scolastica Anna Paola Marconi ne è rimasta sorpresa: le diamo atto di essersi subito attivata con grande sensibilità per venire incontro alle esigenze dei ragazzi e delle famiglie».

Oggi c’è un’aula perfettamente attrezzata per la mensa che era stata usata anche negli anni scorsi e a fine 2016 erano stati forniti anche gli arredi adeguati alla mensa.

Discorso diverso per le scuole Salvo D’Acquisto. «A fine giugno avevamo chiesto al tecnico incaricato se gli spazi fossero sufficienti per le iscrizioni programmate. A fine luglio arrivò la risposta che l’adeguamento non c’era, non tanto a causa del numero degli iscritti ma per ragioni igienico-sanitarie», spiega l’assessore Brusco.

Il Comune prospetta diverse soluzioni: doppio turno; utilizzo della palestrina come sala mensa; utilizzo della baita degli alpini come era già successo nel 1998 in occasione dell’ampliamento del plesso scolastico. «Per quest’anno si è scelta la terza opzione, grazie anche agli alpini che ringraziamo per la disponibilità», aggiunge l’assessore Brusco, «e per l’anno scolastico 2018 -’19 entrerà in funzione la sala mensa nella palestrina della scuola, adeguata secondo tutte le norme previste, ma sarà l’ultimo adeguamento che faremo, poi si dovrà pensare ad organizzarsi in turni per il pasto».

«È stato chiaramente un problema di gestione, non di cattiva programmazione», conclude l’assessore Compri, «perché la comunicazione è arrivata tardi, con le scuse del tecnico incaricato che ha dimenticato di avvertire l’amministrazione del problema. Appena ne siamo venuti a conoscenza ci siamo attivati per risolverlo e comunque ci si dovrà convincere, per i prossimi anni, della necessità di adottare il sistema dei turni, come in tutte le scuole con un elevato numero di alunni che usano la mensa. Non sarà possibile ampliare continuamente i locali scolastici».

Vittorio Zambaldo
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