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16.11.2017

Addio alla nuova piscina
La ditta si ritira dal piano

L’interno di un impianto natatorio
L’interno di un impianto natatorio

L’Associazione temporanea di impresa (Ati) Parolini spa, che aveva vinto l’appalto per la costruzione della piscina nel centro sportivo di San Martino Buon Albergo, ha annunciato da pochi giorni al Comune di non essere in grado di gestire il progetto «per ragioni di ordine economico e strutturale», alle condizioni sottoscritte nel 2011 e che le avevano permesso di vincere il bando. Dunque quel progetto va definitivamente in soffitta.

L’appalto vinto dall’Ati aveva subito il ricorso al Tar del secondo classificato e Parolini spa aveva chiesto, nel 2014, la modifica delle previsioni contrattuali perché il progetto (secondo l’Ati) non si reggeva sul piano economico e in particolare aveva chiesto di rivedere il Piano Economico Finanziario (PEF) e di realizzare subito una vasca e le strutture commerciali, posticipando la realizzazione della seconda vasca in seguito e solo se ci fossero state «favorevoli condizioni di mercato».

La proposta era stata accettata dall’amministrazione del sindaco Avesani che riusciva comunque a mantenere invariato l’importo complessivo di 5 milioni di euro. Ma l’invio del progetto all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per un parere, permetteva al presidente Raffaele Cantone di rispondere che «le modifiche apportate alla proposta e alle previsioni contrattuali sono tali da incidere significativamente sulla natura dell’opera, alterandola nelle sue caratteristiche essenziali e che c’è un vulnus sotto il profilo concorrenziale con alterazione di fatto dei principi di libera concorrenza, massima partecipazione e par condicio». In pratica, se si fosse voluto utilizzare un progetto diverso, sarebbe stato necessario avviare un nuovo bando perché per l’Autorità nazionale anticorruzione le modifiche sarebbero sostanziali e tali da svantaggiare altri che alle stesse condizioni avrebbero potuto fare offerte più vantaggiose.

Queste condizioni, dopo un lungo periodo di riflessione, sono apparse ad Ati inaccettabili e la questione si chiude senza oneri per le parti perché non era ancora stato sottoscritto nessun contratto.

«Purtroppo il progetto è caduto nel periodo 2011-’15, momento veramente difficile dal punto di vista economico e finanziario, e siamo arrivati a questo punto a causa dei ritardi provocati dal ricorso al Tar e dai ritardi nella risposta di Anac», osserva il sindaco Franco De Santi.

Ci sarà ancora un progetto di piscina per San Martino? «Prenderemo in mano la situazione con uno studio di fattibilità sulla base della situazione attuale, perché il vecchio studio si riferisce ormai a quasi dieci anni fa. Servirà un nuovo studio per valutare se le condizioni siano tuttora favorevoli, ma sempre come project financing, considerato anche che il nuovo codice degli appalti è più aperto a iniziative di questo genere. Ma al momento», conclude il sindaco, «dobbiamo ammettere che ci sono altre priorità, a partire dal sociale e dalle scuole. Se dovesse nascere un progetto appetibile per gli investitori noi saremmo disponibili».

«Certo ne siamo ancora convinti», aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici Davide Brusco, «sempre con le caratteristiche del project financing, sfruttando le capacità progettuali e di investimento offerto da privati interessati al progetto. La piscina avrà un futuro se ci sarà un privato interessato alla cosa», conclude.

Vittorio Zambaldo
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