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11.01.2018

A lezione di Stem Premiate le studentesse

Futuri scienziate e scienziati alla serata di consegna degli attestati   FOTO PECORA
Futuri scienziate e scienziati alla serata di consegna degli attestati FOTO PECORA

Alle ragazze piace meno la scienza? Non è vero e ci sono fior fiore di scienziate nonché premi Nobel assegnati a donne che hanno battuto tanti maschi in campo scientifico, ma gli stereotipi sono duri a morire. Perciò quando si è presentata l’occasione promossa dal ministero dell’Istruzione, dipartimento delle Pari opportunità, di promuovere le competenze scientifiche delle ragazze, l’Istituto comprensivo di San Martino Buon Albergo non se l’è lasciata sfuggire e ha partecipato al bando «In estate si imparano le Stem»: campi di scienze, matematica, informatica e coding (programmazione), cioè imparare (giocando) i concetti base del pensiero scientifico, che sono stati proposti fra settembre e novembre, «finalizzati alla promozione delle competenze scientifiche delle ragazze, ancora segnate da alcuni stereotipi di genere che ne limitano la scelta dei percorsi formativi», spiegano la dirigente Anna Paola Marconi e l’insegnante responsabile del progetto Debora Niutta. Il progetto è stato premiato dal ministero e studentesse e studenti con i loro insegnanti hanno voluto mostrare in una serata, organizzata prima di Natale all’auditorium Carlo Urbani dellescuole Barbarani, quanto entusiasmo abbiano messo e quanto abbiano appreso nei laboratori a cui hanno partecipato, ricevendo dal consigliere provinciale David Di Michele e da Laura Donà, dirigente del Miur, il diploma di partecipazione e un rompicapo in regalo «per lasciare un ricordo e la curiosità di risolverlo, perché tutti i laboratori sono stati studiati per aiutare gli scienziati in erba a porsi domande e a cercare di risolverle», aggiungono Marconi e Niutta. È quanto ha sostenuto anche Fabiola Gianotti, direttrice del Cern di Ginevra (Organizzazione europea per la ricerca nucleare), prima donna a ricoprire questa carica, che in un videomessaggio si è detta entusiasta dell’iniziativa, ha fatto i complimenti a ragazze e ragazzi, invidiosa di non aver avuto la stessa opportunità da giovane, che le avrebbe permesso di essere una scienziata con un po’ di anticipo sui tempi che ha poi impiegato. Il progetto è stato realizzato offrendo 10 giornate con due uscite sul territorio ad alunne (erano il 60 per cento dei 73 partecipanti) e alunni frequentanti le classi quinte delle elementari e le prime medie, che hanno accettato volentieri delle ore supplementari extrascolastiche. I laboratori sono stati condotti in collaborazione con Reinvetore srl di Verona e Associazione Verona Fablab di Grezzana. Sono state studiate le calamite, l’elettricità, ripetuto gli esperimenti della bottiglia di Leida e della pila di Volta, ricreati modellini di molecole con biglie e molle; esperimenti sulla pressione dell’aria e dell’acqua con il diavoletto di Cartesio ricostruito in classe. E ancora, nel laboratorio di matematica, esperimenti di geometria e propagazione della luce, ricostruzione del nastro di Mobius e delle linee curve, calcolo delle probabilità: due ragazze per ogni laboratorio hanno illustrato il lavoro. «È stato un successo», commentano la dirigente Marconi e l’insegnante Niutta, «che ha premiato i nostri allievi e la nostra scuola, che hanno partecipato con 209 altre scuole italiane (per il Veronese anche quelle di San Giovanni Lupatoto e Fumane) ciascuna finanziata dal ministero con 10mila euro. A San Martino da 30 anni esiste nelle scuole Barbarani un laboratorio molto efficiente e questo aiuta insegnanti e studenti a un approccio più pratico e continuo con le materie scientifiche. Il contributo del ministero ha incentivato e promosso un orientamento coltivato da sempre nella nostra scuola». • V.Z.

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