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26.02.2018

Quando scatta l’emergenza qui siete al sicuro

Uno dei cartelli della protezione civile collocati a San Giovanni Lupatoto
Uno dei cartelli della protezione civile collocati a San Giovanni Lupatoto

I residenti di varie zone di San Giovanni Lupatoto, per la maggior parte piazze e slarghi o aree dove confluiscono più vie, hanno assistito nelle settimane scorse all’installazione di cartelli con la scritta «Area di attesa sicura». Le finalità del cartello viene spiegata dall’assessore alla protezione civile Maurizio Simonato: «Si è conclusa la prima fase di installazione della segnaletica verticale che indica le aree di emergenza individuate dal piano comunale di Protezionile. Sono statre posate 37 tabelle indicanti le aree di attesa per la popolazione, cioè quei luoghi dove le persone devono recarsi nei primi istanti successivi a un evento calamitoso». «Si tratta di piazze, vie o parcheggi, distribuite su tutto il territorio comunale comprese le frazioni, non soggette a rischio, facilmente raggiungibili a piedi dai cittadini e dai mezzi di soccorso», continua Simonato. «In tali aree la popolazione riceverà la prima assistenza, generi di conforto, informazioni sui comportamenti successivi da tenere in attesa dell’allestimento delle aree di ricovero o di alloggiamento in altre strutture». È uno dei passi attuativi del piano comunale di protezione civile, approvato nel 2009 e aggiornato nel 2016, che individua le aree di emergenza, ovvero gli spazi e strutture destinati a uso della Protezione civile per ospitare la popolazione, eventualmente colpita da eventi calamitosi, o per depositarvi le risorse destinate al soccorso. IL PIANO precisa che queste aree vengono classificate in «aree di attesa» (luoghi dove sarà garantita l'assistenza alla popolazione nei primi istanti successivi all'evento calamitoso, oppure dopo la segnalazione della fase di allertamento), «aree di ricovero» (luoghi e spazi in grado di accogliere strutture ricettive per garantire assistenza e ricovero a coloro che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione) e «aree di ammassamento» (centri di raccolta di uomini e mezzi necessari alle operazioni di soccorso). Nelle zone interessate, che assommano complessivamente a quasi 100mila metri quadrati, è appunto prevista dal piano l’installazione di una specifica segnaletica per rendere edotta la popolazione della destinazione dell’area. «Per quanto riguarda le aree di ricovero e le aree di ammassamento si procederà con una successiva installazione di segnaletica verticale», informa ancora l’assessore. «L’ubicazione delle aree è avvenuta anche con la collaborazione dei volontari del Gruppo comunale di protezione civile. L’intenzione dell’amministrazione comunale è di procedere ora con la comunicazione ai cittadini della presenza di queste aree e dei comportamenti da tenere in caso di emergenza, con una serie di azioni comprendenti la diffusione del piano comunale di Protezione civile, tra le quali: con incontri pubblici, interventi adeguati nelle scuole, un opuscolo e articoli di stampa». Potrebbe seguire anche una esercitazione. «Stiamo valutando anche la possibilità di svolgere, dopo la fase di comunicazione ai cittadini, una esercitazione per testare la preparazione della macchina comunale di protezione civile e degli stessi lupatotini», precisa Simonato. Un’esercitazione indispensabile per provare sul campo il funzionamento della «macchina» che dovrebbe assicurare il pronto intervento e i soccorsi in caso di terremoti, allagamenti o altri eventi calamitosi che si dovessero verificare sul territorio lupatotino. Intanto si è iniziato con il segnalare le aree dove la popolazione si dovrebbe radunare. I cartelli, forniti da una ditta della provincia di Mantova dovrebbero essere costati circa 10.300 euro più iva. •

Renzo Gastaldo
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