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28.11.2017

Pizza gigante
sul muro: tassato
l’artista Cibo

Il murale al centro della polemica scoppiata tra Comune, Ica e l’artista Cibo FOTO PECORA
Il murale al centro della polemica scoppiata tra Comune, Ica e l’artista Cibo FOTO PECORA

Un murales disegnato sopra una pizzeria che pubblicizza la pizza e i suoi ingredienti è un’opera d’arte o una forma di pubblicità e quindi va pagata?

La risposta non è semplice, perché dipende da chi si interpella. Per Pier Paolo Spinazzé, in arte Cibo, l’artista lupatotino che ha eseguito il disegno sul muro, la pretesa di applicare l’imposta sulla pubblicità è «un’intollerabile e umiliante tassa sull’arte». Per l’Ica, la società incaricata dal Comune di San Giovanni Lupatoto della riscossione dell’imposta sulla pubblicità e sulle affissioni e per l’ufficio Tributi municipale, almeno sulla parte di disegno che riporta la pizza, va applicata la tassazione.

La questione è emersa dopo che è apparso un murales di circa 25 metri quadri, sulla parete della casa all’angolo fra via Marconi e via Palustrella, che rappresenta la pizza e gli ingredienti del piatto. Opera d’arte? Abbellimento di un edificio della pubblica via? Il problema sorge visto che al piano terra si trova la pizzeria al taglio «Alla Ponta». Il writer «Cibo», nei giorni scorsi impegnato a realizzare un’opera con le sue bombolette a Parigi all’interno della «Settimana della Cucina italiana nel mondo», se la prende con il Comune e con l’Ica.

«L’opera commissionatami dai cugini francesi mi fa riflettere sull'Italia, terra di grandi eccellenze invidiate in tutto il mondo, ma anche di grandi contraddizioni», dice l’artista. «Infatti fa pensare che io venga invitato a rappresentare il tricolore, mentre nel mio paese di residenza, San Giovanni, si ha il coraggio di pensare di sanzionare le mie opere. La ritengo una mancanza di rispetto inaccettabile soprattutto dopo che io regalo disegni su piazze e scuole e mi faccio carico di cancellare scritte ingiuriose», continua il writer. «Appena torno, sarà mia premura cancellare le opere regalate al Comune e tutte quelle che riterrò opportune per togliere questa umiliante tassazione sull’arte».

La questione presenta aspetti complessi. Ica è incaricata di riscuotere l’imposta sulla pubblicità e sulle affissioni, per convenzione con il Comune, precisando che la tassa vale per ogni forma di pubblicità, intendendo per questa ogni «diffusione o esposizione di messaggi visivi o acustici, eseguita mediante insegne, iscrizioni, cartelli, targhe, volantini, automezzi, striscioni, impianti di trasmissione e/o riproduzione di immagini e di altri mezzi similari, effettuata in luoghi pubblici o aperti al pubblico o comunque da tali luoghi percepibili».

«Lungi da noi accanirci contro l’arte ma l’opera del writer è chiaramente finalizzata a pubblicizzare l’attività commerciale sottostante e per questo è stato avviata la procedura di riscossione dell’imposta, con la notifica dell’accertamento», fa sapere l’Ufficio Ica di San Giovanni Lupatoto. «Se la medesima pubblicità fosse stata effettuate tramite un cartellone pubblicitario sarebbe ugualmente stata oggetto di imposta, come prevedono la legge e il regolamento comunale vigenti».

«Noi non intendiamo perseguire le opere dei pittori o dei writer, ma soltanto tassare l’informazione pubblicitaria, come è quella della pizzeria», si precisa dall’Ufficio Ica lupatotino. “Per altri murales, per i quali non è stata individuata alcuna funzione pubblicitaria né finalità commerciale, non è stata richiesta alcuna forma di imposta».

Va detto che la riscossione dell’imposta sulla pubblicità risultava, fino a pochi giorni fa, sospesa per disposizione dell’amministrazione comunale.

Cibo ha intanto completato a Parigi la sua opera di street art. Il murales trova la sua collocazione sul muro di una scuola elementare di Rue Vulpian, nel 13.mo Arrondissment.

Renzo Gastaldo
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