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16.04.2018

Passerella, è l’ora Il Comune ci mette la firma

La passerella sull’Adige: collega i percorsi ciclabili di sinistra e destra Adige
La passerella sull’Adige: collega i percorsi ciclabili di sinistra e destra Adige

Un passo alla volta si avvicina l’agognata apertura della passerella sul fiume Adige destinata a mettere in collegamento le due rive del fiume e le piste ciclabili che corrono sui due argini. Per giovedì alle 20 è convocato il Consiglio comunale di San Giovanni Lupatoto per l’approvazione della convenzione tra Enel Green Power, da una parte, e i Comuni di San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo, dall’altra, per la cessione a titolo gratuito a questi ultimi della passerella ciclopedonale sul fiume Adige. Nella medesima data la stessa delibera dovrebbe essere approvata dal Consiglio comunale di San Martino Buon Albergo. Dopo l’approvazione la convenzione dovrà essere sottoscritta dalle tre parti: ciò consentirà la presa in consegna del bene da parte dei due comuni. La firma e la consegna sono infatti gli atti necessari per assumere la proprietà e la gestione del manufatto e, conseguentemente, per avere la possibilità di aprirlo al transito di ciclisti e pedoni. Ricordiamo che la passerella è l’opera di compensazione a favore dei Comuni prevista dal progetto di realizzazione della minicentrale idroelettrica sull’Adige i cui lavori si sono conclusi lo scorso anno in maggio. Le opere di compensazione sono quegli interventi che per legge chi vuole attuare un intervento edilizio di ampliamento è chiamato a fare come «misura compensativa e di mitigazione» degli effetti dell’opera per la quale si chiede l’autorizzazione. Il manufatto è l’indispensabile «trait d’union» tra i due percorsi ciclabili e permette agli appassionati delle due ruote che provengono dal Brennero e dal Nord Europa di passare l’Adige e imboccare la pista delle Risorgive raggiungendo in tal modo il percorso ciclabile Peschiera- Mantova che corre sulla riva sinistra del Mincio. L’accesso alla pista delle Risorgive si trova infatti un chilometro a valle della nuova passerella. La passerella è lunga 230 metri e larga 3 metri. Per 112 metri poggia sui piloni della «vecchia» diga (cosi è chiamato in linguaggio popolare lo sbarramento ex Sava che serve a convogliare l’acqua dell’Adige nel canale che alimenta la centrale idroelettrica di Zevio) mentre per 118 metri corre sospesa su piloni e archi di nuova costruzione. Di fianco alla passerella e in parte sotto c’è il nuovo impianto di produzione dell’energia elettrica che sfrutta il salto di quattro metri fra i livelli dell’acqua a monte e a valle dello sbarramento ex Sava. La produzione elettrica attesa da questa nuova centralina è pari a circa 12 milioni di chilowattora e consentirà di soddisfare i bisogni di circa 3.500 famiglie e di evitare emissioni in atmosfera per circa 6mila tonnellate di Co2 all’anno. L’opera della nuova centrale consta di un corpo di fabbrica della lunghezza di 41 metri posto accanto all’attuale sbarramento (che è lungo 112 metri): di questi 15 riguardano una nuova paratoia e 26 la centrale idroelettrica vera e propria. Le turbine sono poste in una sala interrata. Sopra la vecchia diga e la nuova centrale passa la pista ciclopedonale. L’attivazione della passerella ciclopedonale permetterà l’attraversamento dell’Adige (oggi possibile solo al ponte di San Pancrazio, a Verona, e a Zevio, sul ponte Perez) e realizza un sogno che i lupatotini hanno perseguito per decenni: il raggiungimento «facilitato» di San Michele Extra e San Martino Buon Albergo. Dal settembre 1970, quando un fortunale fece andare alla deriva il traghetto che collegava le due rive del fiume, risultava infatti interrotta la possibilità di raggiungere agevolmente la zona delle «Basse» di San Michele e del «Giarol» di San Martino con le quali i lupatotini avevano intrattenuto frequentissimi rapporti grazie al traghetto che ha funzionato per poco meno di 100 anni. •

Renzo Gastaldo
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