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26.11.2017

«Papà Gastone
e quel lento
che ballò con me»

Emanuela, la figlia dell’attore Gastone Moschin FOTO AMATOI protagonisti di «Amici miei»: Ugo Tognazzi, Duilio Del Prete, Philippe Noiret e Gastone Moschin, che era nato a San Giovanni Lupatoto
Emanuela, la figlia dell’attore Gastone Moschin FOTO AMATOI protagonisti di «Amici miei»: Ugo Tognazzi, Duilio Del Prete, Philippe Noiret e Gastone Moschin, che era nato a San Giovanni Lupatoto

Emanuela Moschin, figlia dell’indimenticabile (e indimenticato) attore Gastone Moschin, è tornata a San Giovanni Lupatoto, luogo dove ha trascorso lunghi periodi della sua infanzia. L’occasione per il ritorno (festeggiato anche con un incontro a pranzo con i cugini) è stata la presentazione del secondo dei due appuntamenti voluti dall’amministrazione comunale e dal Comitato che organizza il cineforum per ricordare la scomparsa, avvenuta all’inizio di settembre, del prestigioso uomo di cinema e di teatro nato nel 1929 a San Giovanni Lupatoto e molto legato al paese.

Emanuela Moschin ha infatti presentato nella sala del cinema Astra la pellicola del 1975 di Luigi Comencini Amici miei, uno dei film che ha fissato indelebilmente nella mente degli spettatori l’interpretazione di suo padre insieme a Ugo Tognazzi, Duilio Del Prete e Philippe Noiret.

Moschin n. Rivedere San Giovanni Lupatoto dopo tanti anni ha dato una scossa al cuore e alla mente della figlia dell’attore, come confessa lei stessa.

«Camminando per il centro del paese ho percepito un odore che ha risvegliato in me un ricordo lontano, poi mi si è illuminata la mente; “Questo è l’odore tipico di San Giovanni Lupatoto”, mi sono detta tra me e me», racconta Emanuela fino qualche anno fa attrice e insegnante della scuola di teatro fondata dal padre e dalla madre Marzia Ubaldi (anche lei attrice).

Oggi la figlia di Moschin conduce a Narni, in Umbria, un affermato allevamento di cani che si chiama Albornoz di Monte Arnata Kennel.

«Qui a San Giovanni ho trascorso tutte le estati della mia fanciullezza», continua la Moschin. «Appena finite le scuole a Roma, arrivavo in paese a casa di nonno Bepo e di nonna Amalia e trascorrevo qui i quattro mesi estivi di vacanze».

«Che cosa mi ricordo? Le lunghe passeggiate in bicicletta con nonno Bepo che prima di portava in giro sulla canna e poi mi ha regalato una bici di colore dorato che recava la scritta Flavia», continua Emanuela. «Meta di questa escursioni ciclistiche erano soprattutto la riva dell’Adige e il bar Giardinetto dove il nonno giocava qualche partita a bocce mentre io gustavo il ghiacciolo che mi aveva comprato».

Ci sono, nella memoria di Emanuela, anche i ricordi anche della nonna Amalia Baschera, madre di Gastone Moschin.

«HO IMPRESSI nella mente i piatti tipici veneti che mi preparava, dalla pearà, alla polenta, alla peperonata», prosegue Emanuela. «Una nonna amorevole alla quale dovevo non rivelare il segreto che avevo con nonno Bepo: il fatto che lui fumava qualche sigaro quando era fuori di casa».

Fu lupatotino anche il primo amore giovanile dell’attrice figlia di Gastone Moschin. «Si chiamava Gaetano, con lui non ho scambiato neppure un bacio, ma mi ricordo che fissò il nostro legame scrivendo “G e E” sopra un cuore disegnato su una colonna di cemento di via Ricamificio, la strada che conduce verso via Lombardia, dove abitavano i miei nonni. Sono passata davanti all’edificio per vedere cosa era rimasto sul muro di quella scritta davanti ma c’era una tenda che ne occultava la vista».

Concluso il periodo delle estati dai nonni, Emanuela ricorda le visite con padre al cimitero sulle tombe dei nonni. «Mio padre aveva un legame saldissimo con San Giovanni Lupatoto e non mancava mai l’occasione, anche quando era in tournée da queste parti, per una visita alle tombe dei genitori», racconta. «Non era poi raro che nelle nostre chiacchierate infilasse qualche termine dialettale veronese. Il ricordo intimo che ho di lui? Un lento che ballammo insieme in camera mia quando avevo 14 anni». Poi un sospiro: «Papà è stato stroncato purtroppo, neppure tre mesi fa, dal malfunzionamento dei reni».

Conclude Emanuela Moschin: «San Giovanni Lupatoto resterà sempre nel mio cuore mentre nella mente dei più rimane per tre persone: Gastone Moschin, Giovanni Rana e Matilde Vicenzi, la fondatrice dell’omonima industria dolciaria».

Renzo Gastaldo
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