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14.12.2017

«Non ci sono ordigni» Casa Bombardà, si parte

L’ex casello idraulico FOTO PECORA
L’ex casello idraulico FOTO PECORA

«Non ci dovrebbero essere resti bellici significativi nel terreno circostante e quindi, salvo qualche ulteriore sondaggio, possono partire i lavori di ristrutturazione della Casa Bombardà, il vecchio casello idraulico destinato a diventare infopoint del parco naturale di Pontoncello». A dare la notizia è Roberto Facci, presidente della Consulta per l’ambiente del Comune di San Giovanni Lupatoto e del Comitato per la gestione del Parco di Pontoncello, che già nel 2010 aveva proposto il recupero e l’utilizzo del vecchio manufatto. «I lavori di cantiere sono stati interrotti tre settimane fa per effettuare un rilievo di metalli presenti nelle immediate vicinanze dell’edificio della Casa Bombardà», riferisce Facci. «Siamo intervenuti con questa indagine perché qualcuno ipotizzava la presenza di resti del proiettile sparato contro la casa da un carro armato statunitense il 26 aprile 1945, quando la zona fu liberata dagli alleati. Gli accertamenti tecnici non hanno fatto riscontrare alcunaa massa significativa di metallo riconducibile alla vicenda bellica, comunque per scrupolo faremo ancora per un metro uno scavo a mano intorno al manufatto e poi potranno iniziare effettivamente le opere di recupero del casello». «I PRIMI INTERVENTI di pulizia nella casa hanno fatto intanto ritrovare il pavimento delle cantina in selciato di sassi che sarebbe in buono stato; vi sono tracce di bruciato su tutta la pavimentazione a testimonianza dell’incendio che ha seguito il cannoneggiamento», continua il presidente del parco di Pontoncello. Facci ricorda che l’intervento edile è affidato a una ditta della Valdalpone. «Le opere interessano i tre piani, ognuno della superficie di poco meno di 30 metri quadrati. L’ex casello idraulico si trova lungo la riva destra del fiume Adige ed è costruito in pietra per quanto riguarda le mura perimetrali del piano terra e in ciottoli di fiume ai due piani superiori. I solai e il tetto verranno ricostruiti in legno come erano. Le parti di muratura perimetrali mancanti, per i fori causati dalla cannonata, saranno ricostruite con una tamponatura in laterizio mentre le parti di muro in sasso di fiume in essere saranno salvaguardate». «AL PIANO TERRA il progetto prevede di ricavare un mini bicigrill per l’assistenza ai velocipedi», continua Facci. «Al primo piano, che corrisponde alla quota dell’argine dell’attiguo canale raccoglitore, verrà realizzata una piccola area ristoro con annessi servizi. All’esterno contiamo di ricavare una veranda e al piano superiore ci sarà l’infopoint con una mini-foresteria». L’intervento dovrebbe concludersi nel 2018. La Casa Bombardà si trova in una posizione strategica dal punto di vista delle strutture dedicate all’ambiente naturale. «L’edificio è collocato nel punto di convergenza della pista ciclabile della destra Adige con il percorso per bici delle Risorgive, aperto alla percorrenza circa due mesi fa, che mette in collegamento il sistema ciclopedonale del fiume Adige con quello del Mincio», sottolinea Facci. «A un chilometro di distanza ci sarà la passerella sull’Adige della diga Sava, di prossima apertura, che collegherà con la pista del Sole. Adiacente alla Casa Bombardà, a trenta metri di distanza, nella golena dell’Adige, si trova uno degli accessi al Parco naturale di Pontoncello». Ricordiamo che il progetto per il ripristino della Casa Bombardà vede l’avvio dei lavori dopo uno stop di quasi 10 anni. L’idea di realizzarlo nell’ex casello idraulico situato alla confluenza in Adige del canale raccoglitore Conagro risale a circa dieci anni fa, quando la maggioranza guidata dall’allora sindaco Fabrizio Zerman elaborò un progetto per il ripristino del rudere. •

Renzo Gastaldo
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