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04.03.2018

Lezioni di piano da Benedetti Michelangeli

L’orchestra del maestro Bruno Sprea (al centro, con la camicia scura). Renzo Bonizzato è il bambino con la fisarmonica
Il maestro Renzo Bonizzato
L’orchestra del maestro Bruno Sprea (al centro, con la camicia scura). Renzo Bonizzato è il bambino con la fisarmonica Il maestro Renzo Bonizzato

I gradini della carriera di musicista li ha saliti uno ad uno, partendo da giovane fisarmonicista che studiava con il maestro lupatotino Bruno Sprea e arrivando, un po’ alla volta, alla ristretta cerchia di allievi del grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli e quindi ad occupare il posto di direttore del Conservatorio di Verona. Il maestro Renzo Bonizzato, oggi novantunenne, residente con la moglie in città, non disdegna nulla della sua storia di musicista iniziata negli Anni Trenta a San Giovanni Lupatoto e alla quale è ancora molto legato visto che dedica almeno un’ora e mezza al giorno al pianoforte. In mezzo ci sono circa 150 concerti e oltre cinquanta allievi condotti al diploma al conservatorio. «Ho cominciato a suonare nel 1935, a 9 anni, quando i miei genitori mi portarono nell’aula di musica dove teneva lezioni il maestro Sprea, insegnante di tutti i musicisti lupatotini», racconta il professore. «Lui pervadeva tutti gli spazi culturali a San Giovanni Lupatoto e a me insegnò a suonare la fisarmonica, uno strumento che al tempo non era considerato fra quelli di prima fascia, in quanto di appartenenza al segmento popolare». «Lui si accorse subito delle mie qualità musicali, tanto che un giorno, mentre ero a lezione, mi disse che il mattino dopo dovevamo andare in città a far sentire un passo ad un suo allievo di Verona, dove pure teneva lezione», continua il maestro Bonizzato. «L’allievo era un industriale di nome Cipriani che gli aveva chiesto di eseguire un passaggio difficile con la fisarmonica. Sprea mi disse che sapeva insegnare la fisarmonica, ma non eseguire e che però aveva chi poteva farlo, cioé io. Così mi caricò su una vecchia bici Palloncino, con la fisarmonica sul portapacchi, e mi portò a Verona, in Borgo Venezia». «Quell’incontro mi cambiò la vita», racconta ancora Bonizzato. «L’industriale fu talmente affascinato dalla mia capacità di suonare che mi sostenne economicamente negli studi per un periodo, pagandomi una insegnante e mi spedì a casa un piccolo pianoforte». Bonizzato, appena tredicenne ed in possesso di evidente talento, lasciò così la scuola del maestro Sprea e venne mandato a scuola a Mantova (a Verona non c’era ancora il Conservatorio) con un maestro rinomato. Nel 1942 il giovane pianista, neppure sedicenne, devotte affrontare l’esame finale per il diploma al Conservatorio. Lo aspettavano a Roma, all’Accademia Santa Cecilia: l’industriale Cipriani, d’intesa con la famiglia Bonizzato, pensò ad accompagnarlo insieme al maestro Sprea. «La sera prima dell’esame, Sprea mi portò a cena in un trattoria. Il giorno dopo, che era quello in cui dovevo sostenere l’esame, mi svegliai con le mani tanto gonfie che mi era praticamente impossibile suonare. Il rimedio fu quello di fare dei bagni caldi, che mi fecero un po’ sgonfiare gli arti e mi permisero di affrontare la prova al pianoforte la quale non si concluse però con il massimo dei voti ma con un 9, che non ho mai del tutto accettato perché non rifletteva le mie potenzialità».Dopo la guerra, il maestro Bonizzato si iscrisse al Conservatorio di Bolzano dove, nel 1952, venne notato dal grande pianista Benedetti Michelangeli, che lo perfeziona per due anni con lezioni di gruppo, private e corsi. Altra svolta nella vita del pianista lupatotino. Seguirono, per Bonizzato, anni di concerti in Italia e all’estero, soprattutto in Cecoslovacchia e Germania. Nel 1960 tornò a Verona dove iniziò ad insegnare pianoforte al Conservatorio fino a coprire, nel biennio 1982-1983, l’incarico di direttore dell’istituzione musicale. Il momento della pensione arrivò nel 1996 ma solo da qualche anno ha smesso di dare lezioni private di pianoforte. Non ha mai dimenticato il suo primo maestro: «Sprea era un uomo buono e un insegnante affettuoso che mi ha introdotto al mondo della musica e mi ha lasciato andare quando si è accorto che il mio livello superava i suoi standard». Bonizzato è molto legato al suo ricordo e quello del suo paese di origine. •

Renzo Gastaldo
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