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19.02.2018

La pioggia mista ai coriandoli non frena la sfilata

Il passaggio della corte del Re del Goto, la maschera di San Giovanni Lupatoto FOTO AMATO
Il passaggio della corte del Re del Goto, la maschera di San Giovanni Lupatoto FOTO AMATO

Un freddo venticello e una giornata grigia e senza sole, che ha ben presto lasciato il posto, a una rada ma fastidiosa pioggerellina, non hanno fatto trattenere circa 5mila persone dalla partecipazione alla sfilata di carnevale a San Giovanni Lupatoto. Ad ammirare i 60 gruppi e i 15 carri allegorici che hanno percorso la strada principale del paese da metà via Garofoli fino a via Roma, dove nei pressi del palazzo municipale era montato il palco, c’erano soprattutto giovani genitori (e nonni) con i loro piccoli. Ad aprire la sfilata la squadra delle majorettes di Grezzana, il presidente del Nuovo Comitato del carnevale benefico lupatotino Franco Piola con la moglie Nadia Bonafini, il sindaco Attilio Gastaldello e il suo vice Fulvio Sartori. Confusi tra la gente anche Gino Fiocco e Mattia Stoppato, rispettivamente consigliere comunale delegato alla cultura il primo e al verde il secondo (mascherato da contadino, come d’obbligo per un consigliere comunale che si occupa della manutenzione di prati ed aiuole; Stoppato era molto attento che nessuno calpestasse le viole appena piantate che aveva anche fatto transennare). Dietro di loro un corteo di quasi due chilometri e mezzo di lunghezza composto dalle maschere del carnevale veronese con in testa il Re del Goto, tradizionale maschera lupatotina impersonata da Nicolò Dalla Vecchia, il Papà del Gnoco e le varie maschere con le loro corti. La più numerosa era, come ovvio, quella del Re del Goto, con i suoi 40 tra cavalieri, dame, paggi e paggetti. A seguire i più famosi gruppi di mascherati dei vari rioni di Verona e dei paesi della provincia, con i loro sgargianti vestiti, hanno sfilato davanti al pubblico lupatotino. Con loro 15 carri allegorici che venerdì 9 avevano preso parte al carnevale di Verona. «Grazie all’opera del Comitato del carnevale siamo riusciti a riproporre anche quest’anno la sfilata, che ha radici storiche lontane, e a offrire una occasione di fare festa e di aggregazione alla cittadinanza di San Giovanni Lupatoto», ha detto al nostro giornale il sindaco Gastaldello. «Ringrazio gli organizzatori, le varie maschere e anche le persone intervenute alla sfilata». Il corteo partito poco dopo le 14.30 ha solcato tra due ali di folla plaudente il centro del paese. I carri e le maschere si si sono mossi percorrendo via Garofoli, via Madonnina per raggiungere piazza Umberto I e arrivare all’inizio di via Roma dove c’era il palco per le premiazioni. La sfilata si è svolta in modo ordinato, sotto il controllo stretto di carabinieri, polizia municipale e volontari dell’associazione carabinieri in congedo e degli altri sodalizi addetti alla sorveglianza. Ha funzionato anche l’ordinanza che vietava ai negozi la vendita e ai ragazzi l’utilizzo di prodotti schiumogeni o altre sostanze (tra cui le uova) finalizzate a imbrattare cose o persone e a insudiciare il suolo e i beni esposti al pubblico. Escluso qualche sparuto gruppo di ragazzi che si è divertito lanciando farina, non hanno fatto la loro comparsa né le uova né i martelli e i bastoni di gomma. A farla da padrone sono stati i tradizionali coriandoli e stelle filanti. Forse anche grazie alle multe previste dall’ordinanza che variavano da 25 a 500 euro. Il grande successo di pubblico riscosso dalla sfilata ha ispirato qualcuno che ha proposto sulle pagine social di spostarla a maggio. Diceva infatti un post: «Visto che il carnevale è bello e genera entusiasmo e felicità per il paese, perché non spostarlo verso maggio? Carnevale lupatotino estivo! Qualcosa di diverso... fatto in un periodo che permette alle famiglie di restare fuori per più tempo... ne guadagnano tutti!». L’idea ha raccolto molti pareri favorevoli ma anche perplessità: come fare interventie carri e carnevalanti in un periodo che per i comitati carnevaleschi è di riposo? •

Renzo Gastaldo
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