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20.02.2018

Il sogno di suor Giovanna dal Malawi: «Regalatemi un po’ di luce ed energia»

Suor Giovanna Tosi con padre Vittorio
Suor Giovanna Tosi con padre Vittorio

Suor Giovanna Tosi, la missionaria lupatotina da 35 anni in Africa, chiede aiuti per acquistare ed installare dei pannelli solari per la scuola Bakhita e per l’ostello della missione di Balaka in Malawi. L’associazione lupatotina Punto Malawi, che sostiene la religiosa dall’inizio della sua missione, lancia un appello per raccogliere fondi per effettuare questi acquisti. «Il nostro gruppo propone alla comunità del Buon Pastore in occasione della quaresima, di partecipare a questo progetto, che noi abbiamo chiamato «Una luce per la Bakhita»», dice Adriano Apostoli, coordinatore del sodalizio missionario locale. «La parrocchia parteciperà con i ragazzi del catechismo come impegno durante la quaresima di quest’anno, consegnando loro un salvadanaio da riportare in chiesa a Pasqua con i loro piccoli risparmi. Punto Malawi si rivolge pure agli adulti, e non solo della parrocchia, sempre sensibili a queste iniziative. Le loro offerte potranno essere convogliate sul conto corrente di cui ricordo l’Iban: IT 41 H 02008 59770 0000 19466 937». Tutto ha preso il via da una lettera di suor Giovanna di alcune settimane fa. «Il Malawi appartiene ancora a quella parte di mondo ricchissima di vita, di bambini, ma purtroppo anche di mille povertà» scrive la missionaria. «Una di queste gravi povertà è l’insufficienza di energia elettrica. E proprio in questo periodo la produzione di energia elettrica, causa dei fiumi in secca, copre a malapena la metà del fabbisogno nazionale» continua la missiva della suora. «Tutto ciò crea difficoltà enormi per le piccole attività e disagi immensi per le istituzione pubbliche, sanitarie ed educative» prosegue la lettera. Accadde spesso in questo periodo che ci siano 24 ore di black out, seguite da qualche ora di corrente, per ritornare ad altre 24 ore senza corrente. Anche noi, con le nostre 620 ragazze alla scuola e all’ostello viviamo la difficoltà’ di questa «altalena»» . Nelle fasi di black out, «si deve fare il conto con il costo del carburante» dice ancora la suora. «In questa situazione generale, il Malawi, soprattutto il settore privato, si sta orientando sempre di più sull’impiego di energia solare come alternativa meno costosa. Fortunatamente dal nostro Dio abbiamo gratuitamente il dono di 10 mesi di sole caldo, e di 2 mesi di sole «autunnale». Ci siamo dette: perché non avere in alternativa al generatore l’energia solare? Ma il costo preventivato, per una grande struttura come la nostra scuola ha fatto arenare la nostra ipotesi». Suor Giovanna , però,non si è data per vinta: «Così ho pensato a tutti gli amici in Italia e mi sono detta: chissà forse se glielo dico, mi regalano un po’ di energia, un po’ di luce. Il principio è sempre quello: una sola persona, anche con un grandissimo sforzo, non può fare molto, ma tanti insieme sì. E lo sappiamo bene noi qui a Balaka, perché l’esperienza di tutti questi anni trascorsi ci conferma questa bellissima realtà che nasce dal condividere una fede e dal sostenerci a vicenda, dall’avere un cuore missionario senza confine, dal donare un libro, una goccia d’acqua, un secchio di granoturco, un mattone e perché no, forse oggi dal donare luce a chi è nel buio...» conclude suor Giovanna. Questa la richiesta che ha fatto muovere l’associazione Punto Malawi e ora si attendono i contributi. •

R.G.
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