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11.03.2018

Il misterioso cimelio del conte pilota

La corsa del 1929 sul Circuito del Pozzo: Pietro Bordino, il «Diavolo rosso», al rifornimento nei pressi delle prime case di TombettaLa coppa 
conquistata 
dal conte 
Mario Dafarra
nel 1929 
e ritrovata
La corsa del 1929 sul Circuito del Pozzo: Pietro Bordino, il «Diavolo rosso», al rifornimento nei pressi delle prime case di TombettaLa coppa conquistata dal conte Mario Dafarra nel 1929 e ritrovata

Revival con mistero. Potrebbe essere questo il tema portante della terza edizione del Revival del Circuito automobilistico del Pozzo, la manifestazione promossa dai lupatotini Mauro Taioli e Nicola Barbieri per tenere vivo il ricordo del Gran premio che negli anni fra le due guerre mondiali, dal 1926 al 1929, fece parlare di Verona tutta l'Italia sportiva, ospitando famosissimi campioni dell'automobilismo e del motociclismo come Tazio Nuvolari ed Enzo Ferrari. Il revival prevede due appuntamenti: il primo è in programma sabato prossimo e il secondo domenica 25. Il mistero non ha nulla di inquietante ma è caratterizzato da una storia un po’ intrigante di una coppa assegnata quale premio al pilota di una delle vetture partecipanti all’edizione del 9 giugno 1929. «Io mi diletto a raccogliere documenti e oggetti collegati al Circuito e a organizzarne ogni anno il revival», racconta Taioli, ideatore del revival. «Cerco testimonianze, libri, articoli di giornale, manifesti, biglietti di ingresso, nei mercatini dell’usato e su internet. Questa attività mi ha fatto conoscere un mondo di appassionati delle vecchie corse automobilistiche e delle vetture d’epoca». Taioli è riuscito a recuperare in questo modo decine di articoli delle testate sportive degli Anni Venti dedicate alla corsa automobilistica veronese, alcuni biglietti di ingresso al circuito (lo spettacolo dei bolidi, per quanto si tenesse su strade pubbliche, era a pagamento), mappe del percorso, manifesti che pubblicizzavano la corsa, foto dei piloti e libri che riportano notizie del circuito. «Occasionalmente alcuni giorni fa si è messo in contatto con me Massimo Bernardi, un appassionato residente a Terracina nel Lazio che è proprietario di questa coppa e che voleva sapere qualcosa di più sulla corsa», spiega Taioli. «La coppa è stata rinvenuta in una villa nei pressi della città di Asti, dove probabilmente era stata lasciata dal vecchio proprietario e reca la dicitura «Premio Danese del Circuito del Pozzo - 2 giugno 1929». Taioli si è messo dunque sulle tracce della coppa del mistero al fine di riesumare i collegamenti del trofeo con la corsa automobilistica che si teneva fra Verona, Pozzo e San Giovanni Lupatoto partendo dalle notizie fornite da Bernardi. «Ho iniziato facendomi raccontare la storia di famiglia e sono venuto così a conoscenza che il padre di Massimo Bernardi aveva comprato negli Anni Settanta una villa signorile, risalente al 1700, a Costigliole d’Asti, a 20 chilometri da Asti e da Alba», racconta Taioli. «La famiglia ha risieduto lì fino agli Anni Ottanta. Al momento del trasloco ha trovato in soffitta la coppa che ha pensato di portare con sé nella nuova casa di Terracina. Quando, qualche mese fa, il cimelio è ricapitato fra le mani di Bernardi, lo stesso ha voluto indagare sulle origini della coppa stessa e si è messo in cerca su internet». Uno dei primi siti in cui il proprietario si è imbattuto è stato quello del Museo Nicolis di Villafranca dove, nel giugno 2017, Taioli aveva parlato insieme con il giornalista Danilo Castellarin sul Circuito del Pozzo e con la partecipazione del Veteran car Club E. Bernardi di Villafranca. «Al museo Nicolis hanno dato il mio riferimento e così sono stato contattato», continua Taioli. «Abbiamo iniziato dalla consultazione delle pubblicazioni dell’Aci di Verona del 1929 da cui abbiamo appreso che nel 1929 era stata organizzata una settimana sportiva fra il 2 e il 9 giugno. Il 2 giugno era riservato alle auto da corsa mentre il 9 giugno era dedicato a “una gara intersociale per gli Automobil Club di Verona, Vicenza, Treviso e Trento per la conquista della bellissima Coppa Danese e del Campionato delle Venezie”». Grazie alla consultazione dei numeri storici dell’Arena, Taioli ha scoperto che a vincere la coppa quell’anno fu il conte Mario Dafarra e che la villa di Asti si chiama «Villa Serena ex villa Dafarra». Il conte vincitore si era probabilmente trasferito ad Asti e quando aveva ceduto l’immobile aveva lasciato la coppa in soffitta. Tutto chiarito? Non tutto, resta da capire come mai la coppa reca la data 2 giugno mentre la gara intersociale del 1929 si è svolta il 9 giugno. Altro mistero, altra ricerca. •

Renzo Gastaldo
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