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12.07.2018

Di corsa in aiuto dei malati di Sla

Renzo Cavestro, presidente dell’Asla a San Giovanni Lupatoto
Renzo Cavestro, presidente dell’Asla a San Giovanni Lupatoto

Si correrà con la Fidas per i malati di Sla, domenica, a Pozzo su tre percorsi di 6, 12 e 15 chilometri. L’evento, il cui ricavato sarà devoluto a favore dei malati di Sla, è organizzato dal gruppo sportivo La Cometa di Raldon e dalla sezione di Pozzo e Raldon dei donatori di sangue Fidas. Il ritrovo dei partecipanti sarà dalle 7.30 nel piazzale della chiesa di Pozzo, la partenza verrà data alle 8.30. Le iscrizioni sono ammesse per i gruppi fino alle 21 di sabato, per i singoli sono invece possibili fino a mezz’ora prima della partenza (per iscriversi contattare Renzo Cavestro al 340. 7297230 o Mario Scabari al 347.0728275). La Sla è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce selettivamente i motoneuroni, sia centrali che periferici. Le conseguenze sono la perdita progressiva e irreversibile della normale capacità di deglutizione, dell'articolazione della parola, del controllo dei muscoli scheletrici, con una paralisi che può avere un'estensione variabile. Chi volesse versare un contributo per le famiglie con malati di Sla può farlo attraverso l’apposita associazione Asla (Iban It20L010305977 2000010601716). La nuova sezione di Verona di Asla si trova a San Giovanni Lupatoto e conta una ventina di iscritti, coordinati da Renzo Cavestro, presidente locale dell'associazione e marito di Simonetta, una signora che è malata di Sla dal 1996. Il gruppo veronese ha organizzato varie iniziative per raccogliere fondi da destinare ai malati, alcune anche con il pregio dell’originalità. Nel gennaio dello scorso anno Maicol Cavestro, figlio di Simonetta e Renzo, ha dedicato una canzone a sua madre (che si è ammalata quando lui aveva 6 anni) decidendo di donare tutti gli introiti derivanti dalla vendita del brano all’associazione che aiuta i malati di Sla (la canzone si intitola L’altra metà del cuore ed è disponibile su tutti i digital stores). Il ragazzo non nasconde le difficoltà che ha dovuto affrontare a causa della malattia della madre: «È stato difficile per me non poter condividere con mia mamma quello che tutti i coetanei di allora potevano condividere con la propria madre», aveva spiegato Maicol alla presentazione del dirsco. «È stato impegnativo vedere in lei l'evolversi di questa malattia nel corso degli anni e lo è tutt'ora che sono cresciuto. È per questo che ho deciso di voler realizzare questo progetto. E’ un modo personale per farle capire l'amore che provo per lei». L'associazione Asla è una onlus nata a Padova qualche anno fa con l'obiettivo di fornire agli ammalati di sclerosi e ai loro parenti un punto di riferimento nel territorio del Nord est, promuovendo e favorendo la ricerca sulla Sla mediante la raccolta di fondi e la collaborazione con il mondo della ricerca. Anche la corsa non competitiva di Pozzo rientra fra le iniziative messe in atto con questo fine. •

Renzo Gastaldo
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