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28.12.2017

Dal jazz ai canti alpini salendo le vette del cuore

Giuliano Tuppini, musicista jazz che ha collaborato ad un cd di canti sugli alpini
Giuliano Tuppini, musicista jazz che ha collaborato ad un cd di canti sugli alpini

Renzo Gastaldo Dal jazz e dal rock fino ad arrivare alle canzoni per ricordare gli alpini caduti nella ritirata di Russia. Sembra fruttuosa l’incursione che il batterista e cantante lupatotino Giuliano Tuppini (58 anni) ha fatto collaborando come cantante e autore di testi al cd «La piastrine della steppa 2». «All’inizio dell’estate del 2016, nello studio di registrazione di Luca Falco, ho avuto modo di conoscere Bepo Bolla che stava registrando alcune canzoni per “La piastrina della steppa 2” e, dopo avere dialogato per un po’, Bepo mi propose di scrivere qualcosa, magari di allegro, per questo suo secondo progetto» racconta Tuppini. «Il cd era il secondo capitolo di un primo registrato un paio di anni prima con la supervisione e ideazione di Bolla, il quale, rimasto colpito da un suo viaggio nei luoghi dove si era svolta la grande ritirata di Russia e poi dai racconti di vecchi alpini, compreso suo padre, pensò ad una serie di canzoni nuove dedicate alle penne nere», continua il musicista. «Io non sono mai stato un alpino, anzi, non ho neanche fatto il militare, ma da scrittore e appassionato di storia, la storia di Bolla mi intrigò parecchio così mi misi alla prova. Così nacque “E partono gli alpini” nel quale immaginavo quei ragazzi che, con la sfacciataggine della gioventù, affrontavano la partenza per la guerra con leggerezza magari, cercando un’ultima avventura con qualche ragazza mentre, di rimando, chi restava, era felice dell’armiamoci e partite. Bepo Bolla fu entusiasta del pezzo e me ne chiese altri. Nacquero così “La mamma dell’alpino”, ispirato e dedicato alle mamme che hanno perso un figlio in guerra e aspettano sempre un possibile ritorno, a cui fecero seguito “La ronda degli alpini” e “ La lettera dal fronte”. In altri brani, ho solo dato una mano, per la stesura finale del testo. Il cd è uscito a luglio, dopo l’adunata annuale degli alpini e tutt’ora si può trovare nelle edicole». Giuliano Tuppini e la passione per la musica convivono da sempre. La sua carriera «ufficiale» come cantante inizia già all’età di 7 anni quando, spinto dalla sua maestra elementare, comincia a studiare canto con la maestra Andreis, famosa per essere stata anche l’insegnante di canto di Gigliola Cinquetti. «In quegli anni si svolgevano, in giro per il Veneto, l’Emilia Romagna e la Lombardia, svariate serate canore e festival, alle quali partecipavo come mini cantante e ricordo con piacere che ne vinsi alcuni. Avevo una voce molto potente, nonostante l’età. Un tenorino, si direbbe adesso, e cantavo brani come: Granada, Giamaica, O sole mio», racconta ancora il cantante. «Diventato grande, cominciai ad appassionarmi alla batteria che imparai a suonare praticamente da autodidatta. Cominciai poi a cantare con le orchestre di musica finché qualche problema con le corde vocali non mi fece evolvere da cantante a batterista a tempo pieno. Piano piano mi dedicai al rock, suonando con svariati gruppi, e quindi al jazz, genere che dagli anni Ottanta non ho più abbandonato». Attualmente Tuppini suona con il gruppo dei «Blue Martini», un quintetto che si dedica al jazz standard e a rielaborazioni jazz di canzoni italiane. La carriera di autore di testi comincia invece nel 1990. «Scrissi, quasi per divertimento, i testi per le canzoni delle orchestre di musica da ballo e da allora non ho più smesso», conclude Tuppini. «Ad oggi, ho circa una cinquantina di canzoni pubblicate con varie case discografiche». A qeste ora Tuppini potrà aggiungere le sei canzoni alpine contenute nella «Piastrina della steppa 2», cd pubblicato con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Alpini. •

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