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07.10.2017

Crisi Melegatti,
alla trattativa
anche il Comune

Lavorazione del pandoro nello stabilimento Melegatti di San Giovanni Lupatoto
Lavorazione del pandoro nello stabilimento Melegatti di San Giovanni Lupatoto

Ci sarà anche l’amministrazione comunale lupatotina, martedì, alle 10, al tavolo sulla crisi dell’industria dolciaria Melegatti che è stato convocato dalla Prefettura. La conferma viene dal sindaco Attilio Gastaldello: «Abbiamo dato la massima disponibilità ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali che mercoledì si sono rivolte a noi per un intervento nei confronti della proprietà affinché siano individuate soluzioni per superare lo stato di crisi che attanaglia l’azienda», dice il primo cittadino. «Ci siamo subito messi in contatto con la Prefettura verificando che era già “sul pezzo” e che si stava facendo carico dell’incontro con la proprietà, poi fissato per martedì prossimo».

«La nostra preoccupazione è duplice», continua Gastaldello. «Temiamo per le possibili ricadute occupazionali e per le famiglie dei lavoratori occupati nella fabbrica di pandori, ma siamo preoccupati anche per l’azienda. La Melegatti è infatti una realtà produttiva importante per San Giovanni Lupatoto. Il paese sta progressivamente perdendo le sue aziende manifatturiere mentre cresce la vocazione commerciale. Nulla contro i servizi, ma vorremmo tutelare al massimo anche gli insediamento produttivi, vero patrimonio che ha sempre caratterizzato il territorio locale».

«È vero che l’amministrazione comunale non può finanziare nessuno né è un imprenditore, ma metteremo sul tavolo tutto quanto possiamo giocarci per la sopravvivenza della Melegatti», prosegue il sindaco. «Intanto martedì sentiremo quali sono i problemi e quali le prospettive per superare la crisi. Dall’analisi di questi fattori si vedrà quali strade si potranno percorrere e che soluzioni ci sono sul tappeto».

La fabbrica della Melegatti è presente sul territorio lupatotino dal 1983, quando si trasferì da Verona. I quei primi anni Ottanta la proprietà decise di abbandonare il vecchio sito produttivo di Verona, localizzato in circonvallazione Raggio di Sole, e di trasferire produzione e uffici nella zona industriale di San Giovanni Lupatoto, in via Monte Carega (lungo l’autostrada A4 Serenissima).

Inizialmente i lavoratori occupati erano 660 di cui 60 dipendenti a tempo pieno e 600 stagionali. Oggi i dipendenti dell’industria dolciaria Melegatti sono 270, di cui una settantina tra tempi determinati e indeterminati occupati nei due siti (quello lupatotino e quello di San Martino Buon Albergo) e circa 200 stagionali.

Nel 2016 il fatturato lordo della Melegatti è stato di circa 70 milioni, per lo più riconducibili ai prodotti da ricorrenza. Se si supererà la crisi, il traguardo da raggiungere nell'arco dei prossimi cinque anni è di portare i prodotti continuativi a pesare per il 35 per cento del fatturato. Il tema centrale è dunque la diversificazione tra ricorrenza e continuità, cioè tra pandori, panettoni e colombe da un lato, croissant e biscotti dall'altro.

Lo scorso febbraio, con questo fine, l’azienda aveva attivato il nuovo centro produttivo di San Martino, costato più di 10 milioni di euro.

L’amministratore delegato della Melegatti, Emanuela Perazzoli, aveva posto in evidenza come per acquistare la nuova fabbrica l’azienda «avesse fatto tutto da sola, senza chiedere aiuto a nessuno» e che «tale sforzo si paga con un po' di fiatone».

In effetti la crisi della Melegatti si trascina da qualche tempo ed è deflagrata alcuni giorni fa, a due mesi e mezzo da Natale, quando oltre al mancato pagamento degli stipendi di agosto si è aggiunta la collocazione in cassa integrazione ordinaria fino al 31 ottobre dei lavoratori. Questo ha portato allo stato di agitazione dei dipendenti che hanno bussato anche alle porte del municipio chiedendo la discesa in campo dell’ amministrazione comunale.

Renzo Gastaldo
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