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31.12.2017

Conteggi errati, 50mila euro da restituire

Renzo Gastaldo Sono 19 i consiglieri comunali (tra i quali tre attualmente in carica) ai quali il Comune chiederà nei prossimi giorni il versamento di una somma che singolarmente varia dai 203 ai 662 euro per errori nella liquidazione dei gettoni di presenza relativi all’ attività svolta nel corso dell’anno 2008. Il provvedimento, con il quale si chiede il rimborso delle somme versate in eccedenza per la partecipazione a sedute consiliari e di commissioni, è stato sottoscritto qualche giorno fa dal dirigente comunale competente. Complessivamente il comune punta a recuperare 50 mila euro dai consiglieri che ne hanno erroneamente beneficiato. È lo stesso provvedimento comunale a ricordare che ai consiglieri comunali spetta un gettone di presenza per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale e delle commissioni consiliari, come stabilito da un decreto legislativo dell’agosto 2000, che delegava la misura dei gettoni ad un decreto del ministero dell’Interno. Un decreto che non è mai stato emanato e, pertanto, per la stessa quantificazione occorre fare riferimento al decreto dell’aprile 2000. «Il 25 settembre 2000 il consiglio comunale aveva deciso di incrementare da lire 45.150 a lire 100.000 (euro 51,65) l’ammontare del gettone di presenza degli amministratori, facoltà riconosciuta dalla legge del 1999» precisa la determina comunale, «salvo poi recepire la legge che nel 2005 che ha disposto il taglio del 10 per cento dei gettoni di presenza, fissato quindi in euro 46,48 e la legge del 2007 la quale, modificando i contenuti del decreto del 2000, «non ha previsto la possibilità di aumento dei gettoni di presenza, senza nulla aggiungere in ordine agli aumenti già legittimamente deliberati». Per avere chiarimenti sull’importo del gettone da erogare il Comune nel giugno 2017 ha richiesto al Dipartimento per gli affari interni del ministero dell’interno, chiedendo in particolare «se la norma della legge del 2007, in vigore dal 2008, abbia implicitamente introdotto un obbligo di riduzione della misura del gettone di presenza». Ma il ministero fino ad oggi non ha risposto. In assenza delle richieste indicazioni ministeriali il Comune non può però stare fermo. «Alla luce degli orientamenti giurisprudenziali della Corte dei Conti, risulta necessario procedere, in via cautelativa, al recupero delle somme indebitamente erogate, intimando ai consiglieri interessati la restituzione della differenza tra quanto percepito e quanto rideterminato (euro 20,99), per l’anno 2008 ed individuando un congruo termine entro cui provvedere» si afferma nella determina. Il provvedimento poi fissa «la necessità di dare corso all’avvio del procedimento teso al recupero delle somme, anche se percepite in buona fede, con l’avvertenza che, in assenza di restituzione, si dovrà procedere con il recupero coattivo, poiché il principio secondo cui il recupero di somme indebitamente erogate dalla Pubblica Amministrazione ai propri dipendenti (assimilabili gli amministratori) ha carattere di doverosità e costituisce esercizio, ai sensi dell’articolo 2033 del codice civile, di un vero e proprio diritto soggettivo a contenuto patrimoniale, non rinunziabile, in quanto correlato al conseguimento di quelle finalità di pubblico interesse, cui sono istituzionalmente destinate le somme indebitamente erogate». Il comune può chiedere di ritorno i gettoni senza fornire una specifica motivazione «essendo sufficiente che vengano indicate le ragioni per le quali chi le ha percepite non aveva diritto alle somme corrisposte». L’azione di recupero alla quale il comune ha dato inizio mira a portare in cassa 7.621 euro, ma la somma complessiva da incassare è ben più alta. L’importo relativo agli anni dal 2008 al 2015, periodo al quale sarebbe stato applicato l’errato importo di spettanze, si aggirerebbe intorno ai 50mila euro e vedrebbe coinvolti una trentina di consiglieri comunali, quelli che facevano parte delle amministrazioni guidate dal 2007 al 2012 dal sindaco Fabrizio Zerman e dell’amministrazione successiva (2012-2015) guidata dal sindaco Federico Vantini. Risultano quindi aver percepito più del dovuto quasi una trentina di consiglieri comunali (qualcuno anche in carica). Le somme singolarmente pagate in eccedenza variano da poche centinaia di euro ad alcune migliaia. Si parla di consiglieri eletti e rieletti che sarebbero tenuti a restituire anche oltre quattromila euro. La regola è infatti che chi più è stato presente (e più ha lavorato quindi per il bene pubblico) più è chiamato a restituire. •

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