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10.02.2019

Ciccarelli, i cent’anni dalla sua morte

Monsignor Giuseppe Ciccarelli
Monsignor Giuseppe Ciccarelli

Martedì con una cerimonia che avrà inizio alle 10.15 nel parco dell’istituto, la Fondazione Pia Opera Ciccarelli ricorderà i 100 anni dalla scomparsa del suo fondatore, monsignor Giuseppe Ciccarelli. Racconta monsignor Carlo Vinco, attuale presidente dell’ente: «Il 12 febbraio 1919», dice, «muore a Verona dopo una vita dedicata alle persone povere o in difficoltà. Muore assistito dalle Suore della Misericordia di cui era assistente dal 1902 e alle quali aveva affidato già da anni la proprietà e la gestione del ricovero da lui fondato a San Giovanni Lupatoto». La peculiarità della personalità di Ciccarelli si era, infatti, già rivelata più volte negli anni come spiccata capacità di essere attento alle persone e categorie fragili del suo tempo, dai bambini agli anziani, ai malati soli e ai grandi problemi del tragico conflitto mondiale» continua don Vinco. Monsignor Ciccarelli è morto in odore di santità, amato dalla popolazione di San Giovanni Lupatoto per quello che aveva dato e per quello che era stato come pastore, tanto che nel 1902, quando fu nominato Canonico della cattedrale e superiore delle Sorelle della Misericordia, la popolazione a partire dalle sue istituzioni pubbliche aveva raccolto firme per trattenerlo a San Giovanni Lupatoto. E il segno di questa venerazione popolare si manifestò 5 anni dopo la morte, quando nel luglio del 1924 la salma di monsignore fu traslata dal cimitero di Verona a quello di San Giovanni Lupatoto. Le cronache del tempo ricordano di migliaia di persone che hanno fatto ala al corteo che portava la salma nella «sua» San Giovanni Lupatoto, manifestando il desiderio della Comunità che il suo corpo trovasse ospitalità dentro l’ambiente della Pia Opera. Solo recentemente è stato possibile realizzare quel desiderio popolare e dal 15 luglio 2016 Monsignor Giuseppe Ciccarelli con la benedizione del vescovo monsignor Giuseppe Zenti, riposa nel parco della Pia Opera. Don Ciccarelli sarebbe fiero di vedere la sua opera lupatotina allargata a vari altri luoghi della Diocesi (Verona, Bosco Chiesanuova, Castel d’Azzano, Roncolevà, Minerbe) e riconosciuta a livello regionale per la sua organizzazione, la formazione degli operatori, i livelli di assistenza raggiunti, l’efficienza dei servizi, l’innovazione della presenza sul territorio a favore di persone svantaggiate. «La sua storia ci parla anche oggi» conclude don Vinco. «È uomo che ha saputo coniugare Vangelo e impegno sociale, fede e responsabilità civile, acutezza nel cogliere i bisogni del suo gregge e coraggio nell’affrontarne le soluzioni, fiducia nella Provvidenza e concretezza dei limiti e dei compiti. Ed è proprio questa sua storia che ha sostenuto l’adattabilità della Pia Opera alle necessità del tempo e la convinzione, in quanti gli sono succeduti nella responsabilità in questi cento anni, che l’impegno vero per voler bene agli anziani è saper unire intelligenza, cuore, ricerca del nuovo, coscienza dei limiti e coraggio del cambiamento». La Pia Opera infatti era nata alle fine del 1800 per accogliere donne povere, sole o in difficoltà. Solo nel 1913 era stata aperta una sezione maschile, ma con l’inizio della prima guerra mondiale a Ciccarelli, sempre attento alle problematiche sociali emergenti, era parso giusto che l’ente si mettesse a disposizione dello Stato per l’assistenza ai militari. Lungo gli anni della guerra ne sarebbero stati accolti quasi 5.000. È stato uno dei segni di quella disponibilità di Giuseppe Ciccarelli che sempre lo ha caratterizzato. «Penso che sarebbe fiero di vederla come luogo dove giorno per giorno, in maniera sempre nuova e sempre in evoluzione, si tenta di esprimere quel mandato che lui ha lasciato come testamento della sua opera: »Mi raccomando, vogliate sempre bene agli anziani». •

R.G.
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