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01.03.2018

Centro culturale all’ex baita delle penne nere

Lo «scheletro» di quella che sarebbe dovuta diventare la baita alpina di San Giovanni Lupatoto FOTO AMATO
Lo «scheletro» di quella che sarebbe dovuta diventare la baita alpina di San Giovanni Lupatoto FOTO AMATO

La giunta comunale di San Giovanni Lupatoto ha approvato il progetto preliminare per la ristrutturazione dell’ex baita alpina che si trova in viale Olimpia, al fine di ricavare nell’edificio «un centro polifunzionale civico-culturale». Nel provvedimento si cita anche la «realizzazione di una nuova biblioteca». L’intervento, per il quale è stata stimata una spesa di 2,28 milioni di euro, è ancora allo stato di studio ma è pronto per essere inserito nel piano triennale delle opere pubbliche ed è stato completato con la nomina del funzionario responsabile unico del procedimento. DICE LA DELIBERAZIONE che «l’intervento in questione si inserisce in un più ampio piano di recupero straordinario degli edifici di proprietà comunale, come emerge dalle linee programmatiche di mandato del sindaco approvate con deliberazione di Consiglio comunale», e che la finalista specifica è di «mettere a disposizione della comunità l’edificio che era sorto come Baita degli alpini». Il documento preliminare sintetizza le funzioni dei tre piani sui quali si articolerà l’edificio, una volta completata la ristrutturazione partendo dallo stato «grezzo» in cui attualmente si trova. Al piano seminterrato verranno ricavati una sala polivalente, un bar/sala lettura e l’archivio comunale con magazzino, servizi igienici e porticato esterno. Al piano terra è prevista una sala polifunzionale/espositiva, una sala conferenze e locali per le associazioni, oltre ai locali adibiti a servizi. Al piano primo ancora locali per le associazioni sportive e culturali, sala lettura, balconata, logge e spazi a servizi. Come si ricorderà l’edificio dell’ex baita, che il locale gruppo alpini aveva cominciato a costruire nel 1990 su terreno di proprietà municipale, non è mai stato portato a termine. Il Comune, nel maggio 1998, lo ha acquistato dal gruppo alpini e negli anni scorsi ha tentato in più occasioni di cederlo senza mai riuscirci.. Il progetto per ricavarci un centro culturale era stato annunciato nel Consiglio comunale del giugno scorso quando si era parlato di utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Nel corso dell’illustrazione degli interventi finanziati l’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Zerman aveva detto: «Questa amministrazione comunale vuole intervenire per recuperare l’edificio da anni abbandonato. Si pensa ad un centro culturale polifunzionale e per la progettazione esecutiva prevediamo una spesa di 150mila euro». «LA NOSTRA IDEA è di valorizzare l’immobile come luogo di aggregazione», aveva aggiunto il sindaco Attilio Gastaldello. «L’edifico è un’opera architettonicamente favolosa. E’ uno scempio pensare di lasciare in stato di degrado quel fabbricato e per questo abbiamo pensato di metterlo a disposizione della comunità». «L’importante è recuperare l’ex baita evitando che rimanga a marcire per altri vent’ anni», era stato il commento del consigliere di maggioranza Gino Fiocco. «La comunità lupatotina fruisce da decenni di una scuola di musica guidata da Federico Fuggini e supportata a lungo del comune che ora si trova nella zona industriale in affitto. Io spero che trovi ospitalità nell’ex baita e con me credo anche le mamme che ogni pomeriggio sono costrette ad accompagnare i figli a lezione in Zai». C’ERA ANCHE chi aveva manifestato qualche perplessità, come il consigliere di opposizione Daniele Turella che aveva detto: «Una spesa consistente per una struttura abbandonata pone forti interrogativi e potrebbe diventare un errore. Il pericolo è di sbagliare contestualizzazione come il bocciodromo situato in zona industriale. Meglio adibirla a servizi sportivi. Non dimentichiamo poi che a Pozzo, come sala culturale, c’è già l’ex chiesa». Riflessione non raccolta, a quanto pare, dalla maggioranza. •

Renzo Gastaldo
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