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06.10.2017

Allagamenti finiti
in via Madonnina
Si fa la nuova rete

Via Madonnina allagata dal nubifragio dello scorso 2 settembre 2017
Via Madonnina allagata dal nubifragio dello scorso 2 settembre 2017

Le ruspe entreranno in azione lunedì 9 e, in circa due mesi, sarà realizzato il collegamento fognario che risolverà l’annoso disagio degli allagamenti (l’ultimo è stato il 2 settembre) che ad ogni forte temporale affligge la zona, causando danni ad esercizi commerciali e abitazioni di via Madonnina. Verrà anche effettuato, in un secondo tempo, un ampliamento delle griglie della caditoie che consentirà di quadruplicare la capacità di scarico.

Le due notizie sono state date in consiglio comunale nel rispondere all’interpellanza di Anna Falavigna e Martina Gambacorta nella quale i consiglieri chiedevano cosa fosse accaduto il 2 settembre, la ricostruzione dei fatti e degli interventi previsti, compresa la spiegazione del ritardo di un anno con il quale si interviene.

La risposta è stata fornita dall’ingegner Anti, tecnico di Acque Veronesi, Consorzio che gestisce le fognature e che ha commissionato i lavori. «L’intervento sulla rete fognaria avverrà in due fasi», ha detto. «La prima inizierà lunedì e darà il via a un progetto disposto nel 2016: i lavori prevedono la realizzazione di una condotta da 50 centimetri di diametro, lunga circa 250 metri che, dalla fognatura di via Madonnina, condurrà le acque in esubero nella fossa Sagramosa. La portata della fognatura è di 985 litri al secondo di cui 500 verranno deviati nella nuova condotta. Il costo dell’opera è di 205mila euro e l’intervento dovrebbe essere concluso per inizio anno». «Il secondo intervento riguarderà il problema delle foglie degli alberi che occludono le griglie dei tombini e prevede la posa di 10 caditoie più ampie per ogni lato di via Madonnina», ha specificato il tecnico. «La superficie delle caditoie verrà aumentata per ogni scarico da 50 per 50 centimetri a 100 per 120 centimetri. Grazie a questo intervento, che sarà realizzato probabilmente in primavera, non appena firmata la convenzione, la capacità di scarico aumenterà di quattro volte».

La relazione del comandante dei vigili, Giulia Rossi, su cosa accadde il 2 settembre ha posto in evidenza il tempestivo intervento degli agenti nel frangente. Secondo la ricostruzione di Rossi, dalle 13.30, ora di uscita dei vigili, alle 15, gli agenti sono intervenuti sia per deviare il traffico dalle zone allagate (via Marconi, via Madonnina, via Foscolo, via Monte Ortigara, via Marinai d’Italia) che per liberare materialmente, insieme a personale del comune, i tombini occlusi dalle foglie. «Prima delle 15, via Madonnina era di nuovo percorribile e solo in via Marinai d’Italia sono dovute intervenire le pompe idrauliche con riapertura del transito alle 17», ha concluso la comandante dei vigili.

«Quello del 2 settembre è stato un evento meteorico di portata eccezionale», è intervenuto il sindaco. «Le caditoie intasate dalle foglie, per quanto riguarda il collegamento con la fognatura, erano libere grazie all’intervento di manutenzione programmato dall’amministrazione. Colgo l’occasione per ringraziare tutto il personale della centrale operativa comunale che è prontamente intervenuto».

Il consigliere Falavigna ha chiesto il motivo del ritardo nell’intervento di realizzazione dello sfioratore. «Siamo alla guida del comune da poco più di un anno e questa era una delle nostre priorità», ha risposto il sindaco Attilio Gastaldello. «Chi conosce gli iter amministrativi sa che arrivare in poco più di 12 mesi ad impostare il contratto, sostituire il progettista, predisporre il progetto e realizzare le opere è una specie di record».

Renzo Gastaldo
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