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20.03.2017

Al Festival del «codeghin»
l’allieva supera il maestro

Ginetta Passarini fra Vittorio Zecchetto (a sinistra) e Luigi Rodegher
Ginetta Passarini fra Vittorio Zecchetto (a sinistra) e Luigi Rodegher

Il «codeghin» ha trovato la sua regina. È stata infatti una donna, Ginetta Passarini di Bovolone, a vincere la nona edizione del «Festival del codeghin», manifestazione biennale nata all’inizio degli anni Duemila per iniziativa di Gianni Massella, appassionato norcino di San Giovanni Lupatoto.

Proprio un locale della città lupatotina ha ospitato, nei giorni scorsi, il concorso a cui hanno partecipato dodici appassionati, esperti nell’arte di insaccare i salumi, in particolare i cotechini, secondo una tradizione tramandata per generazioni, da padre in figlio. I concorrenti erano provenienti non solo dal Veronese ma anche dalle province limitrofe. La serata si è svolta alla presenza di 160 commensali.

A giudicare la qualità ed il sapore dei cotechini presentati dai concorrenti ci ha pensato una giuria selezionata, i cui componenti, prima di passare all’esame dei prelibati piatti a base di maiale, hanno addirittura prestato un giuramento solenne in cui hanno garantito la loro massima imparzialità.

IL VERDETTO FINALE, alquanto difficile vista la qualità delle pietanze in gara, ha riservato una sorpresa sia tra i norcini che tra il pubblico. Infatti il primo premio è stato assegnato, per la prima volta in nove edizioni, a una donna. Del resto la bovolonese Passarini, che tra l’altro era l’unica sfidante di sesso femminile tra i dodici concorrenti, deve la propria abilità culinaria ad un suo concittadino, Luigi Rodegher, che le ha insegnato i segreti per insaccare un ottimo «codeghin», essendo egli stesso stato il vincitore del concorso nel 2011.

Proprio Rodegher si è piazzato al secondo posto, dietro la sua «allieva», mentre il terzo podio del gradino è stato occupato da Vittorio Zecchetto di San Giovanni Lupatoto.

Il «Festival del codeghin», nato quasi per caso da un’idea di quattro amici tra San Giovanni Lupatoto e Zevio, edizione dopo edizione si è trasformato in una sfida di qualità. Ogni volta i concorrenti sono sempre più numerosi e scegliere il vincitore, per i giudici, è un compito piuttosto arduo.

I «maestri» insaccatori, lasciandosi, si sono dati quindi appuntamento fra due anni, alla prossima serata del «Festival».

«Quest’iniziativa», spiegano gli organizzatori, «con il passare del tempo è diventata non solo una gara tra chi prepara il salume più buono, bensì si è trasformata in un’occasione per passare una serata in ottima compagnia ed allegria, tutto ciò grazie anche alla disponibilità di Massimo Massella, che con abilità si presta ad organizzare questa simpatica competizione».

Fabio Tomelleri
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