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11.01.2017

Acque Veronesi
abbassa le bollette
del sei per cento

L’acqua del rubinetto costerà il 6 per cento in meno nei Comuni serviti da Acque Veronesi
L’acqua del rubinetto costerà il 6 per cento in meno nei Comuni serviti da Acque Veronesi

Molti utenti dell’acquedotto si sono di recente lamentati, in concomitanza con la scadenza della bolletta di dicembre, per gli importi della fattura inviata da Acque Veronesi.

Ebbene, da gennaio c’è una piccola novità positiva: l’acqua costerà il 6,1 per cento in meno.

In sostanza, come si legge sul sito di Acque Veronesi alla voce tariffe, si torna ai prezzi dell’acqua del 2015 cancellando l’aumento del 2016, che era stato del 6,6 per cento.

La diminuzione tariffaria è il risultato dell’applicazione della delibera dell’Aato veronese (che ora si chiama Consiglio di Bacino) la cui assemblea, di cui fanno parte solo sindaci, ha approvato il 31 maggio la «predisposizione tariffaria per il quadriennio 2016-2019» e l’ha inoltrata all’Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e i Servizi Idrici che l’ha confermata con delibera del 28 giugno.

L’Ente di Ambito locale (ex Aato) ha il compito di predisporre le basi per il calcolo delle tariffe, poi convalidato da Roma.

Che cosa succede adesso? Calano del 6,1 per cento la quota fissa e la quota variabile: le due macro voci in cui si articola la bolletta dell’ acqua.

La quota fissa prevede diversi costi a seconda che l’utenza sia per un uso domestico residente, per una famiglia non residente o per usi industriale, commerciale o servizi.

Con le nuove tariffe le famiglie residenti pagheranno di quota fissa 22,34 euro annui invece di 23,79. I non residenti invece di 52,87 euro ne sborseranno 49,64.

Le utenze industriale, commerciali o servizi vedranno scendere a loro volta da 52,87 a 49,64 la quota fissa annua.

La quota variabile è articolata per scaglioni di consumo in metri cubi. Il primo scaglione a tariffa agevolata arriva a 100 metri cubi; il secondo scaglione denominato base regola i prelievi fra 101 e 150 metri cubi; un ulteriore scaglione chiamato prima eccedenza va fra 151 e 200 metri cubi e un quarto, la seconda eccedenza, per i consumi oltre i 200 metri cubi. Ai consumi viene applicato dal 2013 una quota che va allo Stato, denominato componente tariffaria di perequazione, di 0,05 centesimi di euro al metro cubo che nel 2014 è stato ridotto a 0,04 centesimi. Questi i nuovi costi comprensivi della componente di perequazione.

Il primo scaglione scende da 0,27342 il metro cubo a 0,25698; lo scaglione base scende da 0,54285 a 0,50996.

La prima eccedenza scende da 0,81226 a 0,76293; i consumi di seconda eccedenza scendono da 1,08168 euro per metro cubo a 1,01591 euro.

Per effetto delle nuove tariffe vengono ritoccati al ribasso anche i costi del canone di fognatura e del canone di depurazione: da 0,35758 a 0,33600 euro il metro cubo per la fognatura e da 0,524834 a 0,49304 per la depurazione.

Le buone notizie non finiscono qui. Nella delibera dell’Ente di bacino si dichiara che un ulteriore ribasso verrà applicato nel 2018: sarà del 7,4 per cento. Peccato che nel 2019 sia già autorizzato un rincaro dell’8 per cento.

La limatura applicata alla futura bolletta dell’acqua non calmerà del tutto gli utenti del servizio idrico lupatotino che rimpiangono le tariffe del 2007, quando l’acquedotto era gestito dal Comune tramite la Sgl Multiservizi.

La decisione di aderire al Consorzio Acque Veronesi derivava da un obbligo di legge e fu assunta dal Consiglio comunale ai tempi del sindaco Fabrizio Zerman. Da allora, se si esclude il ribasso annunciato per il 2017, i costi dell’acqua si sono impennati. Le tariffe applicate dal comune fino al 31 dicembre 2007 erano di 0,11 euro al metro cubo fino a 150 metri cubi e 0,20 euro oltre tale limite. Sempre nel 2007 il costo medio di un metro cubo era di 0,60 euro, schizzato in alto dopo l’entrata nel consorzio.

Già nel 2008 il prezzo al metro cubo passa da 0,17 euro al metro cubo a 0,28 euro con un incremento medio della tariffa dell’acqua del 64 per cento. La tariffa sale da 0,11 a 0,16 euro al metro cubo per la fognatura; da 0,31 passa 0,33 per la depurazione.

Renzo Gastaldo
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