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17.02.2017

A Vantini sfugge per la seconda volta
lo scranno di europarlamentare

Federico Vantini, ora consigliere di opposizione
Federico Vantini, ora consigliere di opposizione

Federico Vantini, l’ex sindaco di San Giovanni Lupatoto e attuale consigliere comunale di opposizione, non andrà a fare il deputato europeo. Gli sfugge così per la seconda volta lo scranno.

La mancata nomina di Paolo De Castro alla carica di presidente del Fondo internazionale per lo Sviluppo agricolo (un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite) ha vanificato l’insediamento al Parlamento di Strasburgo di Vantini per l’ipotetica sostituzione. De Castro era stato candidato alla carica alla fine dello scorso mese di novembre, dal governo Renzi. «Non c’era da farsi illusioni sulla nomina di De Castro perché la quota di consensi su cui poteva fare affidamento l’Italia non consentiva di prevedere il concretizzarsi della nomina», commenta Vantini. Gilbert Fossoun Houngbo, ex primo ministro del Togo, è stato nominato sesto presidente del Fondo e pertanto De Castro non lascia libero il suo posto di deputato europeo eletto nelle liste del Pd. Per la seconda volta Vantini è così costretto a masticare amaro. La prima era stata due anni fa, esattamente nel gennaio 2015, quando Alessandra Moretti diede le dimissioni da europarlamentare in concomitanza con la presentazione della candidatura per la presidenza della regione Veneto. Il suo posto era stato assegnato a Damiano Zoffoli, cinquantacinquenne romagnolo, primo dei non eletti nelle liste del Pd per la circoscrizione Nord Est, formata da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli e Emilia Romagna.

L’ex sindaco di Cesenatico era stato escluso dagli eletti per poco più di mille voti. Ne aveva incassati 52mila, contro i 53mila ottenuti da Elena Schelin, ultima eletta. Dietro Zoffoli con 45.972 voti si era classificato Vantini. Lo scranno di deputato europeo sembrava poter essere appannaggio dell’allora sindaco lupatotino se Zoffoli rinunciava ma così non fu. R.G.

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