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17.11.2017

Ospedale, tramonta il Polo a due gambe

Da sinistra, Boscaini, Manzato, Mantoan, Coletto e GirardiPubblico in sala, molti cittadini e poi medici, primari e amministratori locali
Da sinistra, Boscaini, Manzato, Mantoan, Coletto e GirardiPubblico in sala, molti cittadini e poi medici, primari e amministratori locali

Villafranca, ospedale per acuti. Bussolengo struttura sanitaria specializzata in riabilitazione, ma con Pronto Soccorso e Day Surgery. A 14 anni dall’incendio dell’ospedale Magalini si torna allo status quo ante: il nuovo complesso villafranchese, costruito dietro il vecchio, sarà il polo unico del Sud Ovest Veronese, come era stato previsto dai sindaci prima che il Magalini andasse in fumo. Si archivia così il polo a due gambe Villafranca-Bussolengo, sul quale si sono concentrate le attenzioni dell’ultimo decennio.

Nell’affollato teatro di Santa Maria Maggiore, a Bussolengo, la Regione, con l’assessore alla sanità Luca Coletto, il direttore della sanità veneta Domenico Mantoan e il dg dell’Ulss9 Pietro Girardi, incalzato dal sindaco Paola Boscaini di Bussolengo e da Graziella Manzato, presidente del comitato dei sindaci del Distretto 4, ha chiarito cosa prevede di fare la Regione sui due ospedali in questione. Questo dopo che, nelle scorse settimane, il comitato dei sindaci aveva avanzato una proposta di revisione delle schede regionali, scadute, perché siano più rispondenti alle necessità del territorio e salvino le due strutture.

La decisione non spetta ai sindaci, ma alla Giunta regionale che deve renderla esecutiva. Ma la proposta si avvicina al sentire della Regione e della sanità pubblica, come hanno illustrato Mantoan e Girardi.

ALL’ORLANDI si assegnerà una funzione di riabilitazione ortopedica, neurologica e cardiologica, con 40 posti. E il Pronto soccorso per l’emergenza dal quale il paziente sarà trasferito nel luogo più idoneo come Villafranca, Borgo Trento o Borgo Roma. Avrà 25 posti di medicina, ci sarà la chirurgia ambulatoriale e il day surgery (per le operazioni chirurgiche in giornata). Ci saranno anche 15 posti di lungodegenza, 25 di psichiatria e 24 di ospedale di comunità. Questi ultimi sono stati assicurati anche quando il sindaco Boscaini ha sottolineato che nelle schede attuali relative agli ospedali di comunità non sono previsti.

L’Orlandi avrà, inoltre, radiologia, laboratorio di analisi, servizi di visite ambulatoriali, centro trasfusionale, anatomia patologica. «Non è un ospedale in diminuzione, sia a livello assistenziale sia per il personale», ha detto Girardi. «Passiamo infatti dai 106 posti previsti dalle schede del 2013 a 144. Abbiamo, inoltre, servizi per acuzie, post acuzie e riabilitazione. È completo, regge e c’è garanzia per il paziente e sostenibilità economica».

IL MAGALINI di Villafranca sarà un ospedale completo, per acuti. Ovvero di riferimento per il territorio (anche se , nonostante le promesse, ancora non è iniziata l’attivazione).

In sala, ieri sera, c’erano amministratori, primari e medici e cittadini di Bussolengo che hanno espresso il loro disappunto per la razionalizzazione dell’Orlandi. Qualcuno ha incalzato sui tempi, qualcun altro ha sottolineato che Bussolengo è l’unica struttura pubblica di riferimento rimasta per un territorio che arriva in Val d’Adige e sul Garda, dove sono stati chiusi Malcesine e Caprino, e dove d’estate soggiornano, o transitano per il casello di Affi, milioni di turisti.

Sulla proposta dei sindaci Manzato ha fatto il punto: «Non si vedeva l’avvio del polo a due gambe e abbiamo avuto la percezione che quella fosse un’organizzazione che non garantiva efficienza dal punto di vista sanitario, prevedendo la chirurgia a Villafranca e la medicina a Bussolengo. In questi anni abbiamo respirato aria di decadimento: il Magalini che non parte, le incertezze anche per i lavoratori... Abbiamo fatto delle proposte partendo dai bisogni che leggevamo nel territorio, come la necessità di un Pronto soccorso a Bussolengo alla luce dello sviluppo del turismo sulla sponda del lago di Garda La variazione delle schede porta all’ospedale di Villafranca che è il volere dei sindaci di oltre 14 anni fa. Ma Bussolengo avrà una sua identità». Che non dispiace al sindaco Boscaini: «Era scontato che prima o poi uno dei due ospedali soccombesse».

«La sanità veneta si è evoluta», ha spiegato Coletto. «Oggi un decreto ministeriale prevede di chiudere ciò che non funziona, da qui la specializzazione dei poli per mantenere aperti gli ospedali. Quella dei sindaci è una proposta lungimirante, perché non chiude i due ospedali, ma li rende efficienti: due strutture fotocopia a pochi chilometri di distanza nel 2017 è una formula che non regge». «La Regione decida e attivi le soluzioni rapidamente», ha concluso Manzato.

I TEMPI, infatti, sono quelli della Regione: il Magalini sarà attivato «il prima possibile», ha detto Coletto. Tempistica che i cittadini sentono da almeno un paio d’anni. «Entro l’anno inizieremo l’attivazione», ha aggiunto incalzato sui tempi dal pubblico. «La proposta arriverà in giunta (ma non si è detto quando, ndr), passerà alla commissione e poi di nuovo in giunta per diventare esecutiva. Poi toccherà al direttore generale attivarsi».

Maria Vittoria Adami
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