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14.07.2018

Sessantesimo come «prete del magnesio»

Don Marcello Veronesi
Don Marcello Veronesi

Domani, per la festa del patrono Sant’Apollinare, alla messa delle 10.45, don Marcello (detto Marcellino) Veronesi festeggerà 60 di sacerdozio e 90 anni di età. Don Marcello è nato a Lugo l’8 marzo 1928, quarto di 9 figli della famiglia di Alfonso. Marcello entrò in seminario a 11 anni. «Il seminario era a Bussolengo, poi, durante la guerra, venne trasferito a Roverè Veronese», racconta. Fece anche il militare alpino al Car di Montorio (1956). Don Marcello celebrò la sua prima messa il 29 giugno 1958, a Lugo. Iniziò la sua missione in veste di vicario, nella chiesa di Porto San Pancrazio e vi rimase due anni. Venne poi nominato parroco di Sprea, in Val d’Illasi, parrocchia nota per il «Prete delle Erbe», don Luigi Zocca. Qui, nella frazione di Sprea, allora 400 abitanti, rimase 9 anni durante i quali rimise a nuovo la canonica e ricostruì la torre campanaria. Nel 1969, don Marcello venne trasferito a Torbe di Negrar dove rimase per 34 anni, fino al 2003. Appena arrivato capì che doveva sistemare la canonica: «dove mettevi le mani crollava tutto», ricorda. Si portò quattro ragazzi da Sprea: «Erano disoccupati, avevano bisogno di lavorare. Vivevano in canonica, andavano a casa il sabato e la domenica», precisa don Marcello. Nel contempo, dovette adeguare il presbiterio alla nuova liturgia prevista dal concilio (1970), così introdusse il nuovo altare rivolto all’assemblea, collegato all’altare maggiore preconciliare con una pedana. Nel 1983, don Marcello, fece decorare dal pittore Licino Speri tutta la chiesa, compreso il soffitto della navata centrale. Scelse il rame per la copertura dell’abside e della guglia del campanile nella quale sono state inserite altre 6 campane (totale 11 campane). Il risultato: una sobria composizione architettonica che rende unica questa chiesetta, oggi meta di turisti. Dal 2003 al 2016 è stato amministratore parrocchiale a Mazzano. Anche qui ha sistemato il riscaldamento e fatto isolare chiesa e canonica. A Lugo, dove vive con la sorella Giuseppina (ex maestra elementare) è tornato nel 2016 da collaboratore. Don Bruno Gonzaga, per i 90 anni di don Marcello ha detto: «Grazie don Marcellino, per il servizio instancabile che, come ministro di Dio, svolgi tra di noi. Il Signore ti ricompensi e ti benedica per tanto bene.» Sia Sprea che Torbe sono rimaste nel cuore del parroco. «A Sprea ero un punto di riferimento, l’unico ad avere un’automobile. Un volta portai una donna all’ospedale di Tregnago. Avevo le chiavi della cabina elettrica. Abbiamo lavorato tanto per allargare la strada, perché vi potesse passare il pullman. Spesso venivamo isolati dalla neve, però tutti collaboravano tra loro, eravamo molto uniti. A Torbe i fedeli hanno capito subito che lavoravo molto e fu sintonia immediata. Anche allora c’erano regole ma spesso prevaleva il buon senso. Insegnai ai ragazzi a sciare e nuotare». In mezzo a tutto ciò, introdusse l’uso del magnesio. Ne aveva capito le proprietà e lo chiamavano a convegni e conferenze, perfino all’Università di Padova. Venne definito «il prete del magnesio», il minerale che, col cloruro di sodio, ritiene «essenziale per tutte le forme di vita e per la cura di tanti comuni acciacchi». •

AL.SC.
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